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Salvini e il rosario, condanna dei cattolici

POLITICA
Salvini e il rosario, condanna dei cattolici

(Afp)

"L'uso strumentale di simboli religiosi è pericoloso, ha ragione il cardinale Parolin: Dio è di tutti, molto pericoloso invocarlo per sé. Salvini lo sventola sempre da un palco a pochi giorni dalle elezioni, ma poi lo ha mai recitato un rosario? Sa almeno come si fa? Perché se è solo una piazzata priva di sostanza, sappia che i cattolici sono allergici a questi eccessi di marketing sfacciato". Lo dice Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia e capolista alle europee per la circoscrizione Italia Centrale nella lista Popolo della Famiglia-Ap, commentando le parole del Segretario di Stato vaticano. "Ha ragione Parolin, Dio è di tutti, invocarlo per sé è pericoloso. I fischi di piazza Duomo a Papa Francesco poi rimangono: sono gravi e gravemente irrispettosi. Spiegano una volta per tutte quanto il voto alla Lega sia incompatibile domenica 26 maggio con la frequentazione della Santa Messa. C’è una ineliminabile componente anticattolica nel leghismo che nessuna citazione a caso di santi o precedenti Papi può riuscire a coprire, restano sempre gli adoratori del dio Po e mascherarsi da cattolici tradizionalisti somiglia tanto a una carnevalata in cui indossare una volta il costume di Zorro, l’altra quello di Sandokan. Ma con la fede profonda di milioni di italiani che amano il Papa non si gioca e non si scherza. Legittimo contestarlo, ma poi -osserva Adinolfi- non si va dai cattolici a chiedere i voti. Salvini anche stavolta è stato mal consigliato da qualche ghost writer poco accorto. Davvero forse ora gli servirebbe fermarsi un attimo e recitare il primo rosario della sua vita. Se me lo chiede gli spiego come si fa".


"Non commento le parole dei cardinali o di Di Maio. Sono l'ultimo dei buoni cristiani, sono divorziato e peccatore, dico le parolacce, vado a messa tre volte all'anno ma difendo la nostra storia e difendo l'esistenza delle scuole cattoliche, del volontariato, dell'associazionismo". E' quanto ha detto in tarda serata Matteo Salvini in collegamento con 'Non è l'Arena' su La7, riferendosi alle dichiarazioni del Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin. "Se invoco la protezione di Maria dà fastidio a qualcuno? Chiedo la protezione di Dio per i nostri giovani, i nostri figli perché Europa ci sta preparando un futuro di disoccupazione e precarietà", conclude.



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