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Stop emendamenti per salvare Radio Radicale

POLITICA
Stop emendamenti per salvare Radio Radicale

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Bocciati gli emendamenti al decreto crescita in commissione Bilancio e Finanze della Camera per salvare Radio Radicale, compreso quello presentato dalla Lega per consentire una proroga di sei mesi della convenzione, con una copertura di 3,5 milioni. "Faremo ricorso", annuncia su Twitter Filippo Sensi. "A che gioco stanno giocando sulla pelle di lavoratori e diritto all’informazione? Si prendono una responsabilità gravissima" avverte il deputato Pd.


E in serata l'emendamento della Lega per la proroga della convenzione non è stato riammesso. Claudio Borghi ha chiesto se tutti i gruppi fossero d'accordo a far rientrare il caso della convenzione a Radio radicale nel dl Crescita. Ma, a quanto riferiscono fonti dem, i 5 Stelle avrebbero detto di no.

Intanto, Radio Radicale ha convocato una conferenza stampa con il direttore Alessio Falconio: in collegamento telefonico dall'ospedale San Carlo di Nancy è intervenuto Roberto Giachetti, ricoverato in conseguenza dello sciopero della fame e della sete che il deputato Pd sta portando avanti contro la chiusura dell'emittente.

"Ruocco e Borghi non spengano la fiammella di speranza per Radio Radicale" ha detto Giachetti ai presidenti delle commissioni Finanze e Bilancio, parlando in video chiamata. Insieme a Falconio, all'a.d. Paolo Chiarelli e all'editore Maurizio Turco, Giachetti ha chiesto che sia il Parlamento a prendere una decisione sulla vita o la morte della radio. "Le mie condizioni di salute - ha dichiarato Giachetti - non sono preoccupanti come quelle di Radio Radicale. Sono le condizioni di una persona che non mangia e non beve da 5 giorni. L'ho detto da subito che la mia iniziativa non era in contrapposizione con nessuno ma era rivolta, con speranza e fiducia, a tutte quelle persone che hanno la possibilità di assumere delle decisioni per salvare la radio".



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