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La sfida finale

POLITICA
La sfida finale

Foto Afp

Matteo Salvini bacia il rosario e si affida alla Madonna, Luigi Di Maio chiude la campagna elettorale in piazza Bocca della Verità anche lui con un bacio, ma alla bandiera italiana. Alle sue spalle tutti i ministri M5s e Davide Casaleggio, che ha abbracciato a uno a uno, mentre la piazza scandiva in coro "onestà, onestà" (FOTO)."Io sarò sempre leale al governo e ai temi che ci avete dato da realizzare, ma gli unici alleati che abbiamo sono nelle piazze, non nel palazzo" attacca Luigi Di Maio. La piazza a Cinque Stelle ha intonato l'inno di Mameli appena è salito sul palco. "L'unico alleato è il contratto di governo in cui ci sono i temi che voi avete votato". "Non è che da lunedì dimentichiamo quel che ci siamo detti. Da lunedì la Lega - avverte -, se vuole lavorare con più serenità, deve dismettere le posizioni da ultradestra. Il mio dovere è portare il governo su posizioni del governo del cambiamento, non su posizioni che non sono nel contratto".


"Se abbiamo commesso un errore è quello di essere stati troppo puri - aggiunge Di Maio - ma adesso di schiaffi non se ne prendono più e reagiremo ogni volta che qualcuno metterà in discussione i valori fondanti di questa Repubblica e del Movimento". "Se pensavate che bastasse andare un anno al governo per cambiare il Paese, vi sbagliavate. Perché la strada davanti è ancora lunga. Noi non stiamo facendo i cento metri. Stiamo facendo la maratona " scandisce. "Io di santi in paradiso non ne ho. Se ho avuto l'opportunità di essere vice presidente del consiglio e ministro e ho potuto individuare persone irreprensibili nei posti chiave, è solo grazie a voi". Non risparmia le stoccate neanche contro il Pd che, dice, "non è la sinistra, hanno scambiato la questione morale di Berlinguer con l'omertà. Dicono di essere opposizione ma le dimissioni di Siri le abbiamo chieste noi".

Il M5S stavolta non ha riempito piazza Bocca della Verità, dove ha chiuso da pochi minuti la campagna elettorale. Lontani i tempi dello 'Tsunami tour' e di una Piazza San Giovanni gremita, i 5 Stelle si radunano nel giorno in cui chiude il sipario sulla corsa verso il voto di domenica in una piazza più piccola rispetto al 2013, ma senza fare il pienone. Lo scorso anno, per le politiche, il M5S si radunò sempre in Bocca della Verità per festeggiare l'approdo al governo e allora riuscì a portare più sostenitori in piazza. Circa duemila i presenti in piazza, quest'anno 'orfana' di Beppe Grillo che, per la prima volta, non ha preso parte alla chiusura della campagna elettorale.

In diretta Facebook da Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, il ministro dell'Interno Matteo Salvini chiude la campagna elettorale. "Il buon Dio svegli un po' di coscienze in Italia e in Europa, per riprenderci in mano il futuro" dice, tornando sulle polemiche dei simboli cristiani, ostentati dal ministro in piazza. "Sono tanti - ricorda Salvini - i preti, le suore, i frati, catechisti che mi scrivono e mi dicono preghiamo per te, poi si firmano pure, mi chiedono non lo dire che non voglio problemi". "Io credo che ci sia qualcuno su, che ci protegge, ci consiglia", aggiunge, toccando poi un tema caro alla Lega. "La tassazione al 15% sarebbe lo choc che ci riporta alla crescita degli anni '60. Poi se evadi le tasse -al 15% - aggiunge - ti mando in galera e butto la chiave, perché sei un ladro, mentre se le tasse sono al 60% allora il ladro è lo Stato". Cita, poi, una frase di Giovanni Falcone. "Se chini la testa e ogni giorno hai paura, muori ogni giorno. Se invece combatti e vai in giro a testa alta, muori una volta sola', ecco io voglio un'Italia che vada in Europa a testa alta, a riprenderci quello che è nostro". Il prossimo "commissario europeo italiano lo sceglie la Lega e va a occuparsi di lavoro" dice dal palco Salvini. "Federica Mogherini? Nessuno sa chi è, perché non ha fatto un c...o in Europa", dice poi parlando della attuale commissaria italiana. "Renzi invece di mandare un commissario europeo per l'Agricoltura ha mandato una che si è girata il mondo in lungo e largo".

Più tardi Salvini, intervistato a a Bersaglio Mobile su La7, ricorda che "in questo momento è più importante il voto europeo, perché i tre quarti delle leggi che arrivano al Parlamento italiano arrivano da lì, ma se le leggi le fanno Parigi o Berlino non va bene". "Il voto di domenica è un referendum sul futuro dell'Europa: l'Europa dei grandi, dove in pochi decidono tutti e quella dei tanti". L'Europa, sottolinea, "ci entra nel conto corrente, nel frigorifero, sotto l'ombrellone". E a chi accusa la Lega di allearsi con gli estremisti europei replica: "Sono i Macron e la Merkel i veri estremisti, quelli del rigore e della precarietà. Noi vogliamo il cambiamento della gabbia, vogliamo rivedere i vincoli europei, che non funzionano". "Di Maio - aggiunge -, oltre la foto con il gilet gialli non si hanno notizie di alleanze europee". Quanto alla Tav, assicura che "se vinciamo in Piemonte e se l'Europa ci da più soldi è chiaro che l'opera si fa". "Figuriamoci se alziamo l'iva. Lunedì cambia il mondo, ci sono regole globali da rivedere".

Quella di venerdì è stata una giornata molto lunga. "Noi vogliamo andare avanti e anche fare argine a certe idee strampalate della Lega" come sul convegno di Verona o le armi - attacca Di Maio a 'Otto e mezzo' - o a proposte fuori contratto fatte in modo sleale. Io mi auguro che da lunedì i leghisti lavorino di più. Credo ci sia stato in queste settimane un atteggiamento, da parte della Lega, di accusa dei ministri 5 stelle ma loro non hanno seguito quei dossier", come le infrastrutture. "Certo se c'era a seguire il dossier infrastrutture c'era Siri..." prosegue Di Maio.

Poi, quando gli viene chiesto se la Lega potrebbe aprire una crisi dopo il voto, replica: "Se c'è chi pensa alla crisi dopo il voto, lo deve dire sabato e non lunedì". Il leader pentastellato non risparmia stilettate: "Sono settimane che Salvini continua a fare la vittima dicendo che lo insulto, mentre sono i suoi a minacciare la crisi di governo ogni giorno - spiega -. Nessuno lo ha mai insultato, abbiamo risposto quando andava a Verona con quelli che dicono che la donna deve stare a casa a pulire, oppure quando voleva tenersi stretto un indagato per corruzione, oppure quando ha chiesto di abolire il reato di abuso di ufficio, il che spalancherebbe le porte ai raccomandati".

"Il discorso è semplice - prosegue il leader M5S - se tu offendi il mio Paese e la nostra cultura io il mio Paese lo difendo. La lotta alla corruzione è un valore non un insulto. Se ci si attiene al contratto lavoriamo tutti serenamente''. Quanto a un eventuale sorpasso della Lega su M5S, "lo decideranno gli italiani - chiosa -. Noi siamo sempre stati sfavoriti e abbiamo sempre sorpreso alle elezioni".

Secca la replica di Salvini, che ospite a 'Corriere Live' non usa giri di parole: "Faccio conto che da lunedì Di Maio la smetta di insultare, sta dicendo quello che sta dicendo perché è in campagna elettorale - tuona il ministro dell'Interno -. C'è una manovra da fare. Che i toni tornino civili e costruttivi". Mi sento tradito da Di Maio? "No - rimarca Salvini - rimane il buon lavoro fatto insieme ni nove mesi, e non quello che è successo nell'ultimo mese".

Lo scontro tra i due vicepremier era andato in scena già nel primo pomeriggio con Di Maio ospite ad 'Agorà' che aveva sottolineato: "Non ho mai capito perché le elezioni europee dovrebbero cambiare la composizione del Parlamento italiano. Noi non sappiamo quale sarà il risultato" del voto di domenica, "decideranno gli italiani. Quello che so io - ha rimarcato il titolare del Mise - è che il M5S ha il 36% del Parlamento italiano, abbiamo la maggioranza assoluta del Cdm e così rimarrà. Non ho intenzione di parlare di poltrone lunedì".

E Salvini aveva risposto: "Stamattina ho sentito Zaia che è giustamente arrabbiatissimo perché un ministro dei 5 Stelle è andato in Veneto e ha fatto bloccare i cantieri della Pedemontana. Arriva uno da Roma e dice 'no, fermi tutti'. Io sono stufo di quelli che dicono solo no. Io vi chiedo un voto per il sì. Un sì anche per l'autonomia perchè non può arrivare un burocrate da Roma e decidere" spiega Salvini da Verbania.

"Da lunedì spero che torni il sereno", aveva detto Salvini intervenendo a Tribù, su SkyTg24, e "se grandina apriremo l'ombrello".



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