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Stop a doppio incarico per Foa

POLITICA
Stop a doppio incarico per Foa

(Fotogramma)

La Commissione di Vigilanza sulla Rai ha approvato la risoluzione del M5S sull’incompatibilità del doppio incarico di Marcello Foa come presidente della Rai e della controllata Rai Com. I voti favorevoli sono stati 21, quelli contrari 9, gli astenuti 4. Hanno votato a favore, oltre al M5S, il Pd e Leu. Sulla risoluzione di Primo Di Nicola (M5S) Fi si è astenuta mentre Lega e Fdi hanno votato contro. All’inizio della seduta il capogruppo della Lega Massimiliano Capitanio ha ritirato l’emendamento della Lega. Prima del voto sulla risoluzione del M5S, è stata votata e bocciata la risoluzione presentata da Davide Faraone del Pd (voti favorevoli 8, contrari 9, astenuti 14) su cui il M5S si è astenuto.


"La Rai prende atto con rispetto del voto espresso in Commissione di Vigilanza sulla nomina di Marcello Foa alla Presidenza di Rai Com - si legge in un comunicato di Viale Mazzini - I vertici aziendali, convinti della correttezza del proprio operato, effettueranno tutte le valutazioni conseguenti nel prossimo consiglio di amministrazione".

LE REAZIONI - "Passata risoluzione dimissioni #Foa #Raicom la maggioranza non esiste più. Foa prenda atto del voto e si dimetta, incapace di guidare la Rai" ha scritto Faraone su Twitter. Ma per Capitanio non c'è stata "nessuna spaccatura in maggioranza ma solo diverse interpretazioni tecniche dello Statuto Rai". “Nessuna spaccatura politica e nessuna doppia lettura su questo voto in Vigilanza - anche secondo Gianluigi Paragone, capogruppo del M5S in Vigilanza Rai - Abbiamo con coerenza posto all’attenzione del Cda della Rai l’inopportunità e l’incompatibilità della doppia presidenza in capo a Marcello Foa di Rai e Rai Com. Speriamo ora che lo stesso Foa e il Cda prendano le dovute decisioni in merito”. "Mi auguro che l'Azienda agisca rapidamente adeguandosi all'invito della Commissione di Vigilanza, tributando così al Parlamento il rispetto che gli è dovuto" ha scritto su Facebook il consigliere d'amministrazione della Rai Rita Borioni.

Di Nicola, primo firmatario della risoluzione votata oggi, spiega che “il faro del MoVimento 5 Stelle è il rispetto delle regole. Per questo non posso che essere soddisfatto dell’approvazione da parte della Commissione di Vigilanza Rai della mia risoluzione sul doppio incarico di Marcello Foa, presidente della Rai e di Rai Com. Mi auguro adesso che Foa e il Cda prendano atto di questo voto e agiscano per scongiurare questa criticità". "Come ho avuto modo di ribadire più volte e come è scritto chiaramente nella risoluzione si tratta di un aspetto che confligge con gli articoli 22 e 26 dello Statuto della Rai. Non si può esporre l’azienda del servizio pubblico a un rischio di danno erariale, come già avvenne con il caso, seppur diverso, di Meocci. Oggi abbiamo fatto un passo avanti per la Rai, adesso possiamo voltare pagina e dedicarci al piano industriale e a tutti quegli aspetti fondamentali per rendere la Rai l’azienda competitiva, lontano dalle mani dei partiti, che merita di essere”, conclude Di Nicola.

Per i componenti di Fi della Commissione di Vigilanza Rai “l’ennesima prova della naturale incompatibilità tra Lega e M5S si è palesata in tutta la sua tragicomicità sulla risoluzione che impone la cacciata di Marcello Foa da Rai Com. Possiamo dare ufficialmente il benvenuto all’alleanza di governo tra Pd e grillini". Anche per FdI, "oggi è ufficialmente nata una nuova maggioranza targata M5S e Pd. Infatti - dichiarano Daniela Santanchè e Federico Mollicone - grazie ai voti del Pd nella Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai è stata approvata la risoluzione dei Cinquestelle sull'incompatibilità del doppio incarico di Marcello Foa come presidente della Rai e di Rai Com. Un fatto grave che conferma come questo governo non abbia più una maggioranza".

Per il Partito democratico, invece, il voto di oggi "dimostra che la più grande azienda culturale del Paese è ostaggio di Lega e M5S, dei due partiti di maggioranza che stanno occupando 'militarmente' la più grande azienda culturale del Paese. Il Pd - si legge in una nota - chiede di liberare la Rai dalla mano pesante di Lega e M5S ed è fuori luogo l’ipocrisia di Di Maio che da finto puro parla di politica fuori dalla Rai. Tutto questo avviene dopo che il partito di Di Maio ha brigato con la Lega per le nomine delle direzioni e dopo che hanno colonizzato le testate imponendo ai telegiornali il pensiero unico della maggioranza di governo e penalizzando il Pd, cui vengono lasciate le briciole nell’informazione del pubblico servizio”.

IL TESTO DELLA RISOLUZIONE - La risoluzione del Movimento Cinque Stelle, approvata dalla Commissione di Vigilanza Rai questa mattina, se pure non vincolante, imprime la necessità di fare definitiva chiarezza sul tema dei doppi incarichi e relativi compensi sia dentro la Rai, visto che Rai Com ne è controllata al 100%, sia dentro il Parlamento che oggi ha preso una posizione netta sulla materia. Il testo della risoluzione, infatti, si rivolge direttamente a Foa ma anche al Cda. La risoluzione, in dettaglio, “impegna il presidente di Rai Spa a lasciare immediatamente l’incarico di Presidente di Rai Com per evitare che da questo doppio ruolo si possano determinare possibili contestazioni anche di natura erariale con impatto sulla gestione delle aziende in questione”. Non solo. "Impegna in ogni caso il Cda Rai a rimuovere dal suddetto incarico Marcello Foa", come dire, se dovesse mancare la sua diretta volontà, dovrà intervenire il Consiglio di amministrazione, cosa che coinvolge per forza di cose anche l’ad Fabrizio Salini.

La risoluzione dei pentastellati, voluta fortemente da Primo Di Nicola che ne è anche il primo firmatario, fa tre premesse che, nella giornata di oggi, acquisiscono particolare peso. La prima: “L’articolo 22 dello Statuto Rai - si legge - recita testualmente che la nomina del presidente del Consiglio di amministrazione è effettuata dal consiglio medesimo nell’ambito dei suoi membri e diviene efficace dopo l’acquisizione del parere favorevole, espresso a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi”. La seconda: “L’articolo 26, dello stesso Statuto, prevede che il Consiglio di amministrazione, fatte salve le attribuzioni spettanti al direttore generale, può affidare deleghe al Presidente (ai sensi dell’art. 49, comma 5, del decreto legislativo del 31 luglio 2005, n. 177, previa delibera assembleare) nelle aree delle relazioni esterne e istituzionali e di supervisione delle attività di controllo interno e comunque in coerenza con le norme di legge di tempo in tempo vigenti, determinandone in concreto il contenuto ed il compenso (ai sensi dell’articolo 2389, comma 3, del codice civile)”. La terza: “Il Cda Rai, nella seduta del 24 gennaio 2019, ha designato come Presidente di Rai Com il Presidente di Rai spa, Marcello Foa”. Tutte cose arcinote che, però, chiamano in causa delle responsabilità precise. Nella risoluzione approvata dalla Vigilanza, infine, il M5S scrive nero su bianco che la nomina di Foa a presidente di Rai Com, “risulta essere in contrasto con il suddetto Statuto” vale a dire con lo Statuto della Rai. Ed è sulla base di tutto questo che impegna Foa a lasciare Rai Com e il Cda a rimuoverlo dall’incarico.

POSSIBILE RISOLUZIONE INTERPARLAMENTARE - Dopo il via libera alla risoluzione del M5S, a quanto apprende l’Adnkronos, già si discute fra i gruppi di una possibile risoluzione interparlamentare condivisa che metta nero su bianco una policy Rai su doppi incarichi e compensi. Una risoluzione cioè, redatta dai gruppi di Camera e Senato che hanno i loro esponenti in Vigilanza Rai, volta a definire una volta per tutte i confini degli incarichi tra la Rai e le sue controllate per tutti i consiglieri, a fissare la regola ‘compensi zero’ nel caso di incarichi cumulati ed anche a indicare l’orientamento generale della non cumulabilità degli incarichi. Nell’ambito di questa discussione c’è chi, nella maggioranza, fa anche notare come attualmente Marcello Foa percepisca 180mila euro annui come presidente di Rai, e cioè molto meno della soglia fissata per i dirigenti pari a 240mila euro e meno di quanto percepiscono attualmente dirigenti ‘parcheggiati’, e di contro non percepisca nulla come presidente di Rai Com. Questo, da un punto di vista strettamente remunerativo. Quanto alla questione di principio e al vulnus di una policy in materia, il tema resta e se ne sta discutendo proprio in queste ore.

Per Giorgio Mulè, capogruppo di Forza Italia in Vigilanza Rai, “la questione dei compensi nei casi di doppio incarico, che pure ho posto è altro rispetto alla frattura politica che oggi si è venuta a creare nella maggioranza - sottolinea all'Adnkronos - Foa ha il dovere di dimettersi perché, se non lo facesse, sarebbe un atto di insubordinazione rispetto a una indicazione del Parlamento”. Mulè, pur condividendo l’idea di una “risoluzione condivisa su una policy in materia di doppi incarichi e relativi compensi in Rai”, evidenzia come la sostanza di oggi non cambi: “Foa ora deve dimettersi. I 21 voti favorevoli alla risoluzione M5S parlano molto chiaro!”.



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