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Alitalia, muro contro muro

POLITICA
Alitalia, muro contro muro

(Fotogramma)

Dopo il vertice a Palazzo Chigi, con la presa di posizione dei Cinque Stelle sulla necessità di revocare la concessioni ad Autostrade, pare chiaro che anche la partita Alitalia, con il possibile ingresso di Atlantia, la Holding che controlla Autostrade per l'Italia, si fa tutta in salita. Dalla Lega trapela malumore su questa "nuova forzatura fatta da Di Maio". Perché, spiegano fonti parlamentari "siamo di fronte all'ennesimo no da parte dell'alleato di governo".


La posizione adottata dal partito di Matteo Salvini è quella di non replicare alla linea dura del vicepremier grillino, che ha, di fatto, detto no anche al fatto che Atlantia possa investire in Alitalia. Fonti del movimento hanno fatto sapere che nel vertice di ieri a Palazzo Chigi "non si è parlato in alcun modo di far entrare Atlantia in Alitalia", anzi il Movimento "lo esclude, visto che vogliamo revocare le concessioni". La parola d'ordine dei leghisti è tacere. Ma qualcuno spiega che poi "su Alitalia la grana è di Maio. Tocca a lui trovare una soluzione, quindi dica piuttosto che cosa vuole fare".

In risposta ai malumori del Carroccio, fonti pentastellate dicono all'Adnkronos: "Dispiace che la Lega si preoccupi più di Atlantia e della famiglia Benetton che delle vittime che persero la vita nella tragedia del ponte Morandi. Non capiamo questa battaglia a difesa di un’azienda privata. Il governo era stato chiaro sulla revoca della concessione, ora ci auguriamo che nessuno voglia rimangiarsi la parole davanti al dolore delle famiglie, a quasi un anno di distanza da quella terribile tragedia". .

"Noi sulla revoca andiamo avanti come un treno - proseguono i 5 Stelle - Chi ha sbagliato deve pagare i suoi sbagli, non può restare impunito. Lo Stato non è più sordo né cieco davanti ai cittadini".



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