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"Savoini in Russia? Non l'ho invitato io"

POLITICA
Savoini in Russia? Non l'ho invitato io

(Foto in copertina e all'interno da Associazione Culturale Lombardia Russia /Facebook)

Gianluca Savoini? "Non era stato invitato dal ministero dell'Interno" né a Mosca nell’ottobre 2018 né a Villa Madama nell’incontro bilaterale con Putin. Dopo la bufera sollevata dal caso dei presunti fondi russi alla Lega, il vicepremier e leader del Carroccio Matteo Salvini si difende. "Posso produrre tutti i documenti relativi ai passeggeri che hanno viaggiato con me - aggiunge Salvini riferendosi alla visita a Mosca -. Che ne so cosa ci facesse al tavolo? Chiedetelo a lui. Io faccio il ministro dell’Interno, preferisco occuparmi di cose serie, questa inchiesta è ridicola". E ancora: "Avete menato il torrone per settimane con gli hacker russi, non ci sono soldi russi, non conosco petrolieri russi, conosco gestori dei locali con parentele russe", ha ironizzato.


In mattinata il vicepremier aveva già bollato il caso come "ridicolo", scherzando con la stampa. "Tutto ridicolo. Non abbiamo mai chiesto un rublo, un dollaro, un gin tonic, un pupazzetto a nessuno. Rispetto il lavoro di tutti. Ho la coscienza a posto. Querelerò chi accosterà soldi della Lega alla Russia. Bilanci Lega trasparenti", aveva scritto in un tweet il ministro dell'Interno, poi intervistato da Radio Anch'io su Radio 1 Rai, sulla vicenda. "Quando andiamo all'estero parliamo di politica e accordi commerciali per imprese italiane. C'è molta fantasia. Siamo seri dai.... E gli hacker russi che manipolano le elezioni, e il petrolio, e gli americani.... Siamo seri...", puntualizzava.

Poi, ricordando che ci sono procure che cercano soldi dati alla Lega dal Lussemburgo alla Groenlandia, Salvini ironizzava in diretta: "Buona caccia al tesoro che non c'è...". E con una serie di tweet il vicepremier era tornato in sui temi che hanno reso incandescente la giornata di ieri. Il vicepremier ha inoltre detto sì a una commissione d'inchiesta sui finanziamenti ai partiti, aprendo alla possibilità di un approfondimento sui fondi ricevuti dai partiti. Quindi ha ribadito "totale fiducia nella magistratura italiana, che è la più solerte, libera ed efficace del mondo" sottolineando: "Non ci sono soldi russi, non conosco petrolieri a Mosca".

ATTESI GLI INTERROGATORI - Intanto, nei prossimi giorni, a quanto si apprende, verranno ascoltare in procura a Milano alcune persone nell'ambito dell'inchiesta. E come nelle classiche indagini sulla corruzione internazionale si rincorre la pista dei soldi, parte dei quali potrebbe essere rimasta in Russia, confermando così la supposizione che l'affare si sarebbe concluso almeno in parte. Anche la sola promessa di denaro è comunque sufficiente per far scattare l'ipotesi di reato.

L'indagine, nata dopo un articolo dello scorso febbraio de L'Espresso, mette al centro l'incontro avvenuto il 18 ottobre del 2018 all'Hotel Metropol della capitale russa e l'audio, pubblicato dal sito statunitense BuzzFeed, in cui si sente una voce attribuita Savoini, ex portavoce di Matteo Salvini e fondatore dell'associazione Lombardia-Russia, indagato per corruzione internazionale. Non si esclude che il numero degli indagati potrebbe salire. 

Al centro dell'incontro d'affari, a cui prendono parte sei persone, ci sarebbe secondo la procura di Milano un'operazione sospetta di corruzione legata all'importazione in Italia di una grande quantità di petrolio che, nelle parole di chi starebbe trattando, in un anno dovrebbe far affluire 65 milioni di dollari nelle casse della Lega e permettere così al partito guidato da Salvini di affrontare la campagna elettorale delle ultime Europee. Oltre a concentrarsi sui protagonisti dell'incontro coinvolti nel presunto affare, la procura - ad indagare sono i pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta insieme all' aggiunto Fabio De Pasquale - si focalizza anche nel ricostruire l'ipotetico passaggio di soldi. 

CREMLINO - Dal Cremlino, nel frattempo, fanno sapere che dalle registrazioni diffuse da Buzzfeed "non consegue assolutamente nulla", come dichiarato dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov citato dall'agenzia di stampa Tass. "Abbiamo visto le notizie riportate dai media, abbiamo letto il testo dell'articolo (di Buzzfeed, ndr), da cui non consegue assolutamente nulla, quindi non c'è alcun bisogno di commentare", ha affermato.



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