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M5S, Di Battista: "Difendo Paragone, per me è una risorsa"

POLITICA
M5S, Di Battista: Difendo Paragone, per me è una risorsa

Foto Fotogramma

Lei continua a difendere il senatore Gianluigi Paragone, appena espulso dal Movimento… "Sì, perché politicamente per me è una risorsa", replica Alessandro Di Battista, intervistato da 'Povera Patria' su Rai 2. "E' una persona -assicura Di Battista- che stimo ed è un mio amico, ma non ho mica messo bocca sull'espulsione. Ci sono delle regole, e Gianluigi ha tutto il diritto di fare ricorso. Tutto qua".


Quando gli chiedono dello stato di salute attuale del Movimento cinque stelle, Di Battista risponde: "E' un momento di difficoltà, ma tante cose sono state fatte". ''Il Paese -dice- complessivamente ha delle leggi che l'hanno reso più civile rispetto a tre anni fa. Penso alla 'spazzacorrotti', alla prescrizione… se questa legge ci fosse stata vent'anni fa, Berlusconi ce lo saremmo tolti dalle scatole prima… E’ una legge civile, così come il reddito di cittadinanza: gli Stati devono garantire uno strumento a vantaggio del cittadino maggiormente in difficoltà, per permettere almeno una vita dignitosa".

Di Battista difende poi l'operato di Luigi Di Maio alla Farnesina: "Di Maio sta parlando come dovrebbe parlare un ministro degli Esteri. Qualcuno dice che è 'inesperto'. Però, per me, sta parlando bene. Erano anni che aspettavo un ministro degli Esteri che parlasse di pace. Pare che parlare di pace sia ormai diventato un insulto...Invece Di Maio fa bene a dire che Russia e Stati Uniti, e tutti i protagonisti delle crisi internazionali, si devono sedere e devono dialogare. E che una guerra nei confronti dell'Iran sarebbe devastante".

"Voglio scrivere un libro, nei prossimi anni, di politica internazionale. Penso sia anche interessante conoscere il Paese. Prima di muovermi, ho chiamato chi di dovere, non è che vado a mettere a repentaglio la mia sicurezza", rivela Di Battista, annunciando che farà un viaggio in Iran. "C'è il rischio di una guerra? Sì, c'è un rischio, ma mi auguro che Trump non bombarderà".

Poi, sulla questione Autostrade: "Se questo governo dovesse riuscire a fare la cosa più grande e forse anche più difficile, io non soltanto dirò che mi sono sbagliato, ma proprio festeggerò: è la revoca delle concessioni autostradali. Sarebbe un grande risultato se riuscissimo veramente a riprendere le Autostrade, a farle gestire dallo Stato e distribuire quegli utili in manutenzione, e anche nell'abbassamento dei pedaggi".



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