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Regionali Emilia Romagna, Zingaretti: "Da Bonaccini battaglia eroica"

POLITICA
Regionali Emilia Romagna, Zingaretti: Da Bonaccini battaglia eroica

(Fotogramma)

di Mara Montanari


Nicola Zingaretti scende in strada, sotto al Nazareno, che è quasi l'una. "Il 4 marzo è alle nostre spalle", scandisce il segretario dem davanti alle telecamere. Il Pd irrilevante, schiacciato tra il bipolarismo Lega-M5S è archiviato. Lo 'spauracchio' del voto in Emilia delle ultime settimane si è sciolto con la vittoria netta di Stefano Bonaccini. Matteo Salvini battuto, i 5 Stelle "in un travaglio che è sotto gli occhi di tutti". Per i dem, per la forza del Pd nel governo e anche per il segretario in carica si apre una nuova fase.

"Il Pd è il pilastro fondamentale, e non vogliamo essere da soli, di un campo di forze schierato contro la Lega, che è una forza estremista. E questo nonostante due scissioni", dice Zingaretti che conferma la lealtà al governo che, dice, "esce rafforzato perché è stato Salvini" a voler fare delle regionali un test nazionale: "Ha cercato la spallata e ha fallito".

L'altro partner di governo, i 5 Stelle, escono ammaccati dalla tornata elettorale. E a loro Zingaretti offre una riflessione: "Non mi permetto di dire nulla. Il voto conferma che c'è un bipolarismo e spero che ne prendano atto. Parlo da alleato e non da avversario", scandisce. Insomma: o di qua o di là. Spazio per 'terze vie' non ce n'è. Lo dice esplicito il vicesegretario Andrea Orlando: "I 5 stelle si trovano a un bivio: decidere se andare avanti con la linea Di Maio o se invece prendere una strada diversa nel campo progressista".

Non manca un riferimento alle Sardine. "Dobbiamo dire un grazie al movimento della Sardine - dice Zingaretti - perché la grande partecipazione al voto è evidente sia figlia di questa scossa democratica positiva data dalle Sardine rispetto all'aggressività della destra".

E sul governo, la tornata elettorale mette il Pd nella condizione di essere il partito più forte della maggioranza. E Zingaretti si rivolge ai partner di governo chiedendo ci sia meno litigiosità ma anche "rigore nelle scelte". Una sottolineatura che sembra rivolta innanzitutto a Italia Viva e Matteo Renzi. Superata la tornata di Emilia e Calabria arriverà la -rinviata - verifica di governo. "Magari a qualcuno sarà sembrato strano ma noi per due giorni ci siamo riuniti con i gruppi parlamentari proprio per definire una agenda da offrire al presidente Conte".

Ora, "non dobbiamo essere pigri e il governo deve rilanciare la sua azione su tasse, lavoro e su alcuni temi come la scuola, l'università e puntare alla ripresa economica. Oggi c'è una maggioranza rincuorata da questa avventura. Ora vanno messe in campo tutte quelle azioni per rilanciare la crescita. Ci sarà materia da discutere, ma la concretezza ora è una cosa molto importante e si è visto quanto conta. In Emilia gli elettori non si sono fatti prendere in giro da Salvini che è bravissimo a raccontare i problemi ma non a risolverli".



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