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Coronavirus, nuovo decreto: chi chiude e chi resta aperto

POLITICA
Coronavirus, nuovo decreto: chi chiude e chi resta aperto

Arriva il Dpcm che sospende le attività produttive, industriali e commerciali del Paese per contrastare l'emergenza Covid-19. Escluse, dunque su tutto il territorio nazionale, una serie di attività contenute in un elenco di 97 voci allegato al provvedimento.


 "Le disposizioni del decreto" che ha determinato la nuova stretta anti-covid19 "producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020". La validità dei Dpcm e delle ordinanze finora emanate viene inoltre uniformata al 3 aprile. Le nuove restrizione "si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio 11/3/20 nonché a quelle previste dall'ordinanza del ministro della Salute del 20/3/20 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020", si legge infatti nel testo.

Le imprese avranno tre giorni, ovvero fino al 25 marzo, per la sospensione, "compresa la spedizione della merce in giacenza". A differenza di quanto deciso in Lombardia, il nuovo Dpcm pubblicato stasera in Gazzetta Ufficiale prevede che le attività professionali vadano avanti. Nel testo si fa riferimento a quanto disposto dal dl dell'11 marzo 2020, che raccomanda il massimo utilizzo dello smart working, incentivare ferie e congedi, assumere protocolli anti-contagio. Resta salvo il lavoro di uffici pubblici e privati, esclusi dall'ultima stretta decisa dal governo, ma con la raccomandazione di ricorrere al lavoro agile, ai congedi e alle ferie.

"Sono consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali" dall'ultima stretta decisa dal Dpcm pubblicato stasera in G.U. "Resta tuttavia ferma la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l’istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti", prevede il documento.

Sono consentite le attività di impianti a ciclo continuo, va avanti filiera farmaci e dispositivi sanitari. Restano aperti i call center, sono esclusi dallo stop riparatori di pc, telefoni ed elettrodomestici. Non chiudono architetti e ingegneri, così come studi legali, notai e commercialisti. Dal provvedimento sono escluse colf e baby sitter. Non sono sospese le fabbriche di casse funebri, non si fermano poste e corrieri.

"E' fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute", si legge nel nuovo Dpcm.



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