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Coronavirus, Bonafede: "6mila detenuti potrebbero lasciare carcere"

POLITICA
Coronavirus, Bonafede: 6mila detenuti potrebbero lasciare carcere

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"A sette giorni dall’entrata in vigore del decreto, fornire qualsiasi altro dato numerico al Parlamento sarebbe certamente scorretto, se non per la notazione che ad oggi circa 50 detenuti risulta abbiano beneficiato della misura". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, rispondendo al question time alla Camera a un'interrogazione della Lega sul numero dei detenuti che potranno usufruire della detenzione domiciliare prevista dalle misure contenute nel decreto per il contenimento del coronavirus nelle carceri. In tutto i detenuti che potrebbero lasciare il carcere per effetto del decreto sono circa 6mila. "Il numero degli effettivi destinatari della nuova legge, tra i 6000 detenuti circa non condannati per reati cosiddetti 'ostativi' e con pena residua fino a 18 mesi", ha spiegato il ministro, "dipenderà da diversi requisiti e variabili, come per esempio, il domicilio idoneo, che dovranno essere accertati dalla magistratura in virtù di un procedimento più semplice". "Per quanto concerne l’emergenza coronavirus, allo stato attuale ribadisco che risultano 15 detenuti contagiati", aggiunge.


Dalle misure previste per l'emergenza carceri, che consentono la concessione dei domiciliari ai detenuti che abbiano da scontare una pena inferiore a 18 mesi, ha spiegato il ministro, "sono esclusi i condannati per corruzione, maltrattamenti in famiglia o stalking, così come vengono esclusi esplicitamente tutti i detenuti che abbiano subito nell’ultimo anno sanzioni disciplinari per comportamenti gravi o che abbiano partecipato alle rivolte dell’inizio di marzo: dunque, non c’è alcun premio per i rivoltosi".

"Quanto ai braccialetti elettronici, il decreto-legge prevede che entro 10 giorni un ulteriore atto amministrativo ne individuerà la disponibilità: dalle interlocuzioni con il ministero dell’Interno emerge, fino al 15 maggio, l’effettiva disponibilità di 2600 braccialetti elettronici da installare in via progressiva settimanalmente che non hanno costi ulteriori, in quanto compresi nel contratto triennale, siglato nel 2018, per un valore complessivo di 23 milioni di euro", spiega ancora.

"Abbiamo previsto e stiamo implementando la possibilità di effettuare i video-colloqui senza alcuna spesa per tutti i detenuti", ha aggiunto Bonafede. Il ministro ha poi ricordato altre misure previste per affrontare l'emergenza coronavirus in carcere: "L’incremento della corrispondenza telefonica, che sarà effettuata gratuitamente; l’utilizzo senza costi del servizio di lavanderia; la possibilità di ricevere vaglia postali on line; l’aumento dei limiti di spesa per ciascun detenuto".

"Sia chiaro, ho assoluto rispetto delle posizioni, anche molto critiche, dell’opposizione. Mi limito a constatare - ha continuato Bonafede replicando alla Lega - che siamo di fronte a due leggi che condividono la medesima logica di fondo: devo dedurre che nel 2010, senza alcuna emergenza sanitaria, andava bene perché c’era il voto della Lega Nord nel quarto governo Berlusconi; oggi che la Lega è all’opposizione, non va più bene e sarebbe addirittura, secondo quanto espongono gli interroganti, un 'indulto mascherato'”.

"Prima dell’approvazione del decreto - ha detto ancora -, ho voluto informare personalmente le opposizioni: auspico sinceramente che in questo momento di grande difficoltà possiamo abbandonare le polemiche e, nel rispetto delle relative posizioni, concentrarci su come approvare le migliori leggi possibili".

"In generale, su una materia delicata come quella penitenziaria ribadisco la mia apertura ad un confronto reale e concreto con le opposizioni", ha aggiunto.



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