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Meloni: "Nostre proposte irrealizzabili? Conte fa propaganda"

POLITICA
Meloni: Nostre proposte irrealizzabili? Conte fa propaganda

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"Noi stiamo cercando di evitare le polemiche e stiamo offrendo il nostro contributo, che non sempre viene apprezzato, perché pensiamo che il lavoro di Fratelli d’Italia debba essere quello di provare a dare una mano". Lo dice il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, in un'intervista al Tg5 delle 20. "Sono rimasta abbastanza stupita da una intervista del presidente del Consiglio Conte in cui dice che le nostre proposte sarebbero pretestuose e irrealizzabili. Non più tardi di ieri, infatti, c’è stata chiesta maggiore collaborazione e siamo stati ringraziati per la serietà delle nostre proposte però, evidentemente, il governo preferisce fare propaganda. Le valutazioni le faremo alla fine dell’emergenza: ognuno si assumerà le proprie responsabilità e a giudicare saranno gli italiani".


"Abbiamo il serio problema - continua Meloni - di centinaia di migliaia di persone che fino a ieri lavoravano e si guadagnavano da vivere, senza chiedere niente allo Stato italiano, mentre oggi non sanno come fare la spesa, perché con un decreto lo Stato ha chiuso le loro attività", spiega, aggiungendo: "Il governo ha immaginato cassa integrazione e contributo per gli autonomi ma non è in grado di dire quando verranno pagati questi soldi. Io dico: gli italiani che hanno bisogno devono poter chiedere 1000 euro allo Stato italiano secondo determinati criteri e penso a coloro che hanno perso il lavoro, che non hanno più la loro fonte di reddito da lavoro autonomo e che non hanno soldi sul conto. Come lo Stato con un click ti prende i soldi dal conto se non hai pagato le multe, così ce li può mettere se hai bisogno e deve avere quei soldi subito. Ovviamente non è assistenzialismo, non è dare soldi a tutti: è il tentativo di aiutare chi ne ha bisogno".

Per Meloni, "l'Europa ha dimostrato non solo di non esistere in questa fase ma anche qualcosa di peggio: che c’erano Nazioni all’interno dell’Unione Europea che comandano e hanno tentato di approfittare della crisi". E ancora: "Ieri c’è stata una banca tedesca a partecipazione statale che ha invitato i suoi risparmiatori a vendere i titoli di Stato italiani. Qualcuno spera di metterci in ginocchio e di venire a fare acquisizioni a basso costo a casa nostra. Non è l’Europa della solidarietà ma è l’Europa che ha aspettato il terremoto a casa nostra per poi venire a rovistare nelle macerie e fregarsi l’argenteria".

Per quanto riguarda l'Italia, sostiene ancora la leader FdI, "si è mossa all’inizio presto e incredibilmente in modo inconcludente. Il governo dichiara l’emergenza sanitaria il 31 gennaio e non fa assolutamente niente fino al 21 febbraio. Il 15 febbraio, due settimane dopo aver dichiarato l’emergenza sanitaria, l’Italia manda 18 tonnellate di strumenti sanitari in Cina".

"Questo - dice - per me è inspiegabile: se c’è una emergenza sanitaria le mascherine e i respiratori li cerchi e potenzi il sistema sanitario. non è stato fatto niente di tutto questo: alcuni andavano in giro ad abbracciare i cinesi e dicevano a noi, che chiedevamo di potenziare il sistema sanitario, che eravamo allarmisti".

Ma "sono e voglio essere una persona ottimista - continua - e c’è una cosa buona che può uscire da questo dramma: la consapevolezza del valore che noi abbiamo".

"La nostra condizione economica - spiega - non è migliore di quella che avevano i nostri nonni nel secondo dopoguerra, però quella generazione ha costruito il boom economico degli anni sessanta perché aveva la forza e la voglia di ricostruire. Spero che riusciremo anche noi ad avere la stessa consapevolezza e lo stesso orgoglio per rimettere in piedi questa Nazione con le nostre forze. Credo che gli italiani abbiano tutti gli ingredienti per farlo".

"Io - spiega quindi in merito ai chiarimenti sulla circolare che 'regolamenta' le passeggiate con i figli minori - ho una bambina di tre anni e mezzo e come tutte le mamme spero che possa uscire il prima possibile ma questo ce lo devono dire gli esperti".

"Quello che però è intollerabile è che il governo ti dica un giorno di si, un giorno di no; un giorno puoi portare il bambino e un giorno non lo puoi portare. Questa confusione, questa bulimia comunicativa chiaramente genera ancora più maggiore ansia e insoddisfazione nei cittadini. Servono iniziative decise e comunicazioni chiare. È esattamente quello che è mancato dall’inizio di questa vicenda".



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