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Consiglio Ue, Mattarella sente Conte e i ministri

POLITICA
Consiglio Ue, Mattarella sente Conte e i ministri

Fotogramma /Ipa

di Sergio Amici
Impossibile la tradizionale colazione di lavoro al Quirinale che precede le riunioni del Consiglio europeo con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e vari ministri, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avrà comunque in giornata colloqui con il premier ed alcuni esponenti dell'esecutivo, a cominciare dai ministri dell'Economia, Roberto Gualtieri, e degli Esteri, Luigi Di Maio, in vista del vertice tra i Capi di Stato e di governo in programma giovedì prossimo per discutere le decisioni elaborate dall'Eurogruppo il 9 aprile scorso.


Sarà l'occasione per un punto della situazione dopo l'acceso dibattito che si è aperto in questi giorni sia in Italia che in ambito europeo sugli strumenti con i quali occorrerà intervenire per fronteggiare le gravi conseguenze economiche legate all'emergenza coronavirus (Mes, Recovery fund, eurobond). Un confronto che consentirà uno scambio di vedute tra Quirinale e Palazzo Chigi e soprattutto a quest'ultimo di informare il Colle sulla linea fin qui seguita e che si intende seguire nei prossimi giorni.

Mattarella, che ha sempre rivendicato il rispetto delle prerogative istituzionali proprie e degli altri organismi, non intende suggerire e dettare scelte che spettano ad esecutivo e Parlamento. Ovviamente l'auspicio, più volte manifestato, spesso invano, in queste settimane, è sempre quello di "un impegno comune di maggioranza e di opposizione", perché "unità e coesione sociale sono indispensabili in questa condizione".

Un presupposto che naturalmente può rendere la posizione italiana più forte sui tavoli europei al fine di attivare tutti quegli strumenti che consentano al nostro Paese di beneficiare dei necessari aiuti e quindi ai cittadini "di avvertire l’efficace vicinanza dell’azione dell’Unione".

Soprattutto alla vigilia di un appuntamento cruciale come il Consiglio europeo di giovedì prossimo, che può e deve rappresentare una svolta. Se infatti, come Mattarella rimarcò già a fine marzo,"la Banca Centrale e la Commissione hanno assunto importanti e positive decisioni finanziarie ed economiche, sostenute dal Parlamento europeo, non lo ha ancora fatto il Consiglio dei capi dei governi nazionali. Ci si attende che questo avvenga concretamente".

"Sono indispensabili - affermò sempre in quell'occasione il Capo dello Stato - ulteriori iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla realtà delle drammatiche condizioni in cui si trova il nostro Continente. Mi auguro che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa. La solidarietà non è soltanto richiesta dai valori dell’Unione ma è anche nel comune interesse".



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