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Don Vitaliano: "Fascisti ipocriti, fingono di non esserlo per non ricordare 25 aprile"

POLITICA
Don Vitaliano: Fascisti ipocriti, fingono di non esserlo per non ricordare 25 aprile

Fotogramma /Ipa

 "Ogni anno spunta fuori un nuovo motivo per non ricordare la lotta partigiana e la liberazione dal nazifascismo. Ma c'è un'ipocrisia di fondo in chi difende il fascismo facendo finta di non essere più fascista: abbiano piuttosto il coraggio di dire che bisogna cambiare la Costituzione italiana, che è antifascista". Così don Vitaliano Della Sala, parroco di Mercogliano (Avellino), noto per le sue battaglie no global, icona antagonista del G8 di Genova, commentando la proposta di Fratelli d'Italia di trasformare il 25 aprile in giornata del ricordi dei caduti in tutte le guerre e delle vittime del Covid-19.


"Si trovano queste scuse - spiega don Vitaliano all'Adnkronos - per non parlare di lotta partigiana e ci si dimentica che siamo una Repubblica fondata sul lavoro e antifascista. E' così, purtroppo per qualcuno. Se fossi di destra uscirei dall'ipocrisia di trovare questo escamotage per non dire come la si pensa veramente". E c'è anche chi ha proposto di sostituire Bella Ciao con la Canzone del Piave: "Bella Ciao non è una canzone di parte, ma rispecchia un sentimento popolare di solidarietà e di desiderio di libertà". Sul flash mob lanciato dall'Anpi, che ha invitato a cantare "Bella Ciao" dal balcone il 25 aprile alle ore 15, don Vitaliano parla di bella iniziativa e, scherzando ma non troppo, aggiunge: "Mi stavo attrezzando per farla risuonare dalle campane della chiesa, ma purtroppo il carillon non è adatto".

Per don Vitaliano il 25 aprile, come ogni anno, "è un'occasione per rispolverare un po' di storia, che fa sempre bene, e per capire come quella storia possiamo non ripeterla, ma viverla oggi. Visto che in questi giorni stiamo facendo anche l'oratorio in via telematica, pensavo di fare un incontro con i ragazzi attraverso il computer proprio su questo, approfittando del fatto che in questo momento sono più predisposti a discutere, a ragionare e a parlare anche di argomenti che in momenti 'normali' non interesserebbero troppo. Quest'anno potremmo impostarla come una Liberazione dalla pandemia, dove i partigiani sono le persone che ci liberano in maniera pacifica dal virus e dove liberarsi significa studiare, ricercare, cercare una cura, un vaccino, e per quanto riguarda noi, restare a casa almeno qualche altro giorno".

"L'importante è non scimmiottare il passato, è un riferimento che noi dobbiamo incarnare nell'oggi cercando di costruire un futuro positivo come è stato alla fine della seconda guerra mondiale. Con la differenza che lì il mondo era spaccato in due, qui il nemico è esterno all'umanità. Quindi - conclude - prima ci convinciamo che, come ha detto il Papa, siamo tutti sulla stessa barca, prima ne usciremo".



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