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Di Battista padre: "Di fronte a strage di innocenti non canto Bella Ciao"

POLITICA
Di Battista padre: Di fronte a strage di innocenti non canto Bella Ciao

(foto Facebook)

"Negli ultimi tre giorni abbiamo avuto, tra morti e 'feriti', 10358 concittadini colpiti dal virus. Cinque volte in più delle vittime del bombardamento dei cari 'alleati' che rasero al suolo il quartiere San Lorenzo di Roma, nel 1943 e ci liberarono dalla dittatura. Quelle furono bombe democratiche perché, 'democraticamente', non fecero distinzione tra uomini, donne, vecchi e bambini". Così, in un post su Facebook, Vittorio Di Battista, padre del leader del M5S, Alessandro.


"Il virus, no, non è democratico, si accanisce sui vecchi e sui malati, come dicono, pregressi e comporta distruzioni planetarie di realtà economiche, di diritti acquisiti, di stili di vita, di convivenza sociale e di umanità", sottolinea.

"Settantacinque anni dopo la fine della guerra e la vittoria del capitale, i vincitori di allora vogliono ed ottengono il trionfo definitivo dei loro ideali. La società del profitto si deve togliere dai coglioni chi è inutile al fine prefissato e cancella, dalla faccia della terra, vecchi e malati, scrive Di Battista. "Il nuovo impedimento al raggiungimento del progresso, dell'utile e della tranquillità, tutti coloro che non servono più allo scopo, chi è servito lavorando una vita e non serve più, per motivi anagrafici o di salute, va messo da parte, non deve pesare, non deve rallentare la lunga marcia del capitalismo e della finanza", ragiona Di Battista.

"Un bombardiere costa molto più di un virus in provetta e allora, forza virus, gigante buono, pensaci tu. Sono farneticazioni di una vecchia locusta? Può darsi, ma io, oggi, di fronte a questa strage mondiale di innocenti, non canto, non canto "bella ciao", non canto Mameli e neppure il "va pensiero". Eppure, un pensierino lo avrei anzi, un pensieraccio...", conclude Di Battista senior.



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