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Elezioni, ipotesi regionali il 6 settembre

POLITICA
Elezioni, ipotesi regionali il 6 settembre

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Non è ancora detta l'ultima parola. Dopo l'acceso scontro che si è consumato ieri in video-conferenza dal Viminale tra il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e i governatori sulla data del voto oggi ci sarà probabilmente un nuovo incontro. Alla titolare del Viminale toccherà ancora una volta il ruolo di mediare fra le diverse istanze in campo, come del resto già fatto finora. Se da un lato non c'è possibilità di tornare indietro alla data del 27 luglio dall'altro i governatori avrebbero l'alternativa di convocare le elezioni regionali entro il 18 luglio e presentare le candidature entro il 7 e l'8 agosto. In questo modo la data del voto per le regionali potrebbe essere anticipata dal 20-21 al 6 settembre. La decisione di posticipare di tre mesi la durata dei Consigli regionali fino al 30 agosto venne presa dal governo nel corso del Cdm del 20 aprile scorso, quando in Italia si contavano 450 morti al giorno con coronavirus e il quadro era distinto.


Si attende comunque l'esame del decreto sulle consultazioni elettorali in Aula alla Camera che è attualmente in corso e l'esito del colloquio che il ministro dell'Interno avrà oggi sul tema con il premier Giuseppe Conte.

Protesta intanto il governatore del Veneto, Luca Zaia: "Stanotte abbiano avuto una videoconferenza urgente tra i governatori di Regione, insieme al ministro dell'interno Luciana Lamorgese: per chiarire che non c'è stato alcun accordo con le Regioni sulla data delle elezioni a settembre, noi abbiamo fatto la richiesta che si facciano quanto prima, di fare in fretta e votare a fine luglio".

"Abbiamo anche scritto a Mattarella, che conosce la vicenda e con il quale ho parlato la scorsa settimana, lui è il garante della Costituzione, e noi crediamo che la Carta Costituzionale non sia rispettata con questa convocazione alle urne in autunno- ha ribadito Zaia - la tensione è alta, e potrebbe saltare anche il tavolo della Conferenza Stato-Regioni, ed è grave il fatto che si sia tradotto in dibattito politico il rapporto fra Regioni e Governo. Questo non è un dibattito, è una questione inerente alla Costituzione. Io comunque resto in fiduciosa attesa", ha concluso.



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