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Egitto, odg Orfini: "Nessuna risposta su Regeni e Zaky, stop vendita armi"

POLITICA
Egitto, odg Orfini: Nessuna risposta su Regeni e Zaky, stop vendita armi

(Fotogramma)

"La Direzione nazionale del Partito democratico chiede il blocco di qualsiasi ipotesi di vendita di forniture militari del nostro Paese all’Egitto". Matteo Orfini ha messo nero su bianco, in un ordine del giorno da presentare alla Direzione del Pd in programma lunedì, la sua posizione sull’Egitto. Una questione che, dopo il via libera politico del Cdm alla vendita delle due navi militari italiane al Cairo, ha acceso la discussione nel Partito democratico.


Il documento annunciato dal deputato del dem, pubblicato anche sui social, ha superato in poche ore le 500 firme da parte di iscritti Pd. In sostanza, chiede di prendere atto del fatto che dall’Egitto non è arrivata nessuna risposta sul caso Regeni così come sul caso Zaky. Quindi, è naturale "il blocco di qualsiasi ipotesi di vendita di forniture militari del nostro Paese all’Egitto”.

A sostenere l‘odg sono alcuni parlamentari dem, che dopo la decisione del Cdm non hanno esitato a manifestare i propri dubbi, come la deputata Giuditta Pini o Valeria Valente: "Ripensiamoci: lo dobbiamo ai genitori di Giulio e a Patrick Zaki", ha scritto la senatrice su Twitter. In Cdm, però, è stato proprio Dario Franceschini, unico tra i ministri, a intervenire dopo la relazione del premier Conte sulla vendita delle navi all’Egitto.

Il capo delegazione dem ha prima chiarito che la vendita delle navi e il caso Regeni sono due “questioni separate”. Poi, ha chiesto e ottenuto la disponibilità del premier Conte a una “presa di posizione pubblica” sul fatto che le due questioni siano separate e sul fatto che resta sempre confermata la "volontà dell'Italia di insistere per la ricerca della verità" sul caso Regeni.

Una presa di posizione che il capo delegazione dem, in queste ore, starebbe anche spiegando con diversi contatti all’interno del partito. “L’ordine del giorno è confermato, lo mantengo”, ha confermato ancora oggi Orfini alla vigilia di una Direzione che, convocata per il via libera al Bilancio del partito, potrebbe diventare incandescente sul caso Egitto.



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