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M5S-Venezuela, De Falco: "Preoccupante se vero"

POLITICA
M5S-Venezuela, De Falco: Preoccupante se vero

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"La notizia dei presunti fondi non so che fondatezza abbia, non ne ho la minima idea. Ma se si dovesse accertare che c'è stata, vuol dire che si sta svelando un livello ulteriore di eterocontrollo del Movimento che è preoccupante, per il Movimento stesso e per la democrazia". Gregorio De Falco, sulle accuse su un presunto finanziamento di 3 milioni e mezzo al Movimento Cinque Stelle dal governo venezuelano, non si sbilancia. Ma di una cosa, il senatore del Gruppo Misto, ex comandante della Guardia costiera, eletto con il M5S e poi espulso, è certo: "Se questi presunti fondi fossero stati inviati nel 2010 - spiega all'Adnkronos - mi sembrerebbe un po' singolare".


A quel tempo, ragiona il senatore, "dal punto di vista politico, il Movimento praticamente non esisteva. Sarebbe stata una scommessa notevole. A meno che non si voglia dire che dal Venezuela si investiva su tutti i partiti, ma questo sarebbe un altro paio di maniche e un’illazione". Quindi osserva: "Certo, se si contestualizza la vicenda ci si accorge che si sarebbe trattato di una sovvenzione a un partito nascente, che all’epoca aveva un consenso modestissimo. Però, ripeto, si sarebbe trattato di una scommessa abbastanza azzardata in quel momento. Nel 2010 governava Berlusconi, ancora non c'era stato il tracollo del suo governo, non c’era stato Monti. Scommettere sui Cinquestelle in quel momento sarebbe stato da mago Otelma”.

Per De Falco, le reazioni alla notizia "non sono state chissà di quale portata". Ma, fa notare, la rivelazione del quotidiano spagnolo Abc è "un elemento che se confermato sarebbe preoccupante perché il Movimento a questo punto dimostra di essere stato uno strumento nelle mani di chissà chi". E aggiunge: "Ci sono sicuramente vari livelli nella gestione del Movimento. D’altra parte, quello che era chiaro quando ne sono stato espulso, è che noi avevamo come referente un livello, che era quello del capo politico apparente, che impediva di vedere oltre. Il richiamo alla testuggine che una volta fece Di Maio è un richiamo che può dare il senso della compattezza di un qualcosa che compatto non è e che prende ordini dall'alto. La testuggine, in fondo, è una formazione militare che non vede al di fuori del proprio perimetro".

In questi giorni sta prendendo piede l'ipotesi di un direttorio che compatti le varie anime grilline. "Non c’è dubbio che il Movimento sia un’entità assolutamente eterogenea, tenuta insieme dal consenso dissenziente - sottolinea De Falco -. Nel concetto di dissentire tutti quanti rispetto allo status quo. Attualmente al governo vengono fuori le varie e diverse anime del Movimento e mi sembra chiaro anche un tentativo di incuneare una divisione del Movimento, mentre Grillo, e probabilmente anche Conte, tendono a portare il Movimento su posizioni progressiste".

Per De Falco, un indicatore lo è "il fatto stesso di aver rilanciato in questi giorni la necessità di modificare i famosi decreti sicurezza. Non è più una battaglia volta al fine del riconoscimento dei diritti di sicurezza del Paese ma è una battaglia volta alla divisione del Movimento, per dividere la parte di sinistra da quella di destra e quindi ritrovare un assetto di coerenza all’interno del Parlamento". Quanto alla richiesta di Alessandro Di Battista, che vorrebbe un congresso per lanciare la sfida per la leadership: "La sua richiesta di andare a fare gli Stati generali e una conta - rimarca De Falco - è rivolta a porsi come protagonista e continuatore della politica originaria del Movimento".

Di Battista come capo politico, quindi? "Ma capo politico di che? - taglia corto De Falco -. Ci sono sicuramente vari livelli nella gestione del Movimento.? - taglia corto De Falco -. Un'entità così eterogenea come il Movimento non è un'identità. E’ cangiante e non esiste come tale. E' tenuto insieme dalla dirigenza che vedremo, se a sua volta, questa dirigenza è eterodiretta".

E su un possibile ritorno di Grillo all'interno del Movimento, De Falco non ha dubbi: "Non credo avrà un ruolo attivo - dice - però, come vediamo, ogni tanto si fa sentire. Grillo ora è utile al fine di collocare politicamente almeno una parte del Movimento e consolidare il rapporto con il Pd, anche in termini di forze strutturali. Questo è il disegno. Ma è probabile che potrebbe opporsi al disegno e creare una lacerazione se avesse seguito quella parte che nel Movimento si riferisce a Di Battista e Paragone". Quest’ultimo, conclude il senatore, "vorrebbe creare un partito ora, ma invece che creare partiti e partitini in questo momento occorre verificare quali siano le esigenze degli italiani. Per le alchimie di palazzo c’è tempo dopo. Ora ci sono esigenze e urgenze non più rimandabili".



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