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Conte 'commissaria' presidente Anpal, ipotesi 'app lavoro' a Pisano

POLITICA
Conte 'commissaria' presidente Anpal, ipotesi 'app lavoro' a Pisano

(Fotogramma)

La lettera dei nove parlamentari che puntano il dito contro la gestione dell'Anpal, l'Agenzia nazionale per le politiche attive sul lavoro, non è l'unica grana per Mimmo Parisi, il professore italoamericano venuto dal Mississippi e chiamato dal M5S a gestire l'Agenzia. Forte è il malcontento, soprattutto tra i dem e nei renziani, per la gestione di un organismo importante come l'Anpal "di fatto ferma al palo con l'arrivo di Parisi", le lamentele fatte arrivare al premier Giuseppe Conte.


Che, a quanto apprende l'Adnkronos da autorevoli fonti di governo, sta ora ragionando sulla possibilità di affidare lo sviluppo e la diffusione della app per incrociare la domanda e l'offerta di lavoro e contrastare la disoccupazione alla ministra dell'Innovazione Paola Pisano, commissariando così nei fatti il numero 1 dell'Anpal.

"Ammesso che resti al suo posto", confidano le stesse fonti, non escludendo un cambio alla guida, visto che il presidente dell'Anpal sembra non convincere più nemmeno i grillini, che al principio lo sponsorizzarono per quel ruolo.

L'applicazione in questione è proprio quella che, sviluppata da Parisi negli Usa, aveva attirato l'attenzione dei pentastellati sul docente italiano, cervello in fuga trapiantato negli States. Ma tutto è fermo, anche per i tanti lacci e lacciuoli che in Italia ostacolano lo sviluppo e la diffusione dell'applicazione.

Difficoltà su cui, però, il presidente dell'Anpal si starebbe cullando, l'accusa che serpeggia e che si somma alle critiche per il piano industriale di Anpal proposto per il prossimo triennio da Parisi, giudicato insufficiente e respinto per ben tre volte dal cda dell'Agenzia e al centro della lettera a Conte spedita ieri da 9 parlamentari.

Da qui l'idea di affidare il progetto app alla ministra Pisano, che su Immuni, a detta di Palazzo Chigi, si è mossa rapidamente fronteggiando tutte le problematiche del caso. Prima tra queste, le difficoltà legate ai dubbi per far sì che gli italiani scarichino Immuni: anche su questo si sta ragionando a Palazzo Chigi, valutando la possibilità di una campagna che coinvolga testimonial di peso. Se non lo stesso presidente del Consiglio.



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