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Dl semplificazioni, Conte avverte la maggioranza

POLITICA
Dl semplificazioni, Conte avverte la maggioranza


di Ileana Sciarra

"Se annacquato, spolpato... Allora niente Cdm". Al vertice di maggioranza - aggiornato a questa mattina, dopo la fumata nera di ieri - il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, raccontano alcuni presenti all'Adnkronos, è stato chiarissimo: "Nessun testo a metà, no a una mezza semplificazione perché il Paese ha bisogno di tornare a correre". Il mood della riunione, raccontano, è stato questo, con il premier deciso a tenere il punto. E a far saltare il banco se il decreto, nella sintesi tra le forze di maggioranza, avesse perso i tasselli essenziali che lo compongono.

I nodi sono tanti, e sono tutti sul tavolo del preconsiglio, iniziato alle 16 ma che già si annuncia lunghissimo. Ci sono gli appalti, il 'condono' che sembra esser stralciato ma che sopravvive in alcune deroghe, la riforma dell'abuso di ufficio, l'iter per velocizzare le grandi opere, i commissari e i loro poteri. La strada appare in salita, i dem fanno le pulci, Iv vuole lo stralcio delle riforma dell'abuso d'ufficio e del danno erariale, Leu sostiene che il condono 'sopravvive' nel testo, il M5S spinge per la digitalizzazione. Il timore è che il Cdm si allontani, ma la paura più forte è quella di un testo che perda la forza che P.Chigi ha tentato di imprimergli. Tanto da spingere Conte a mettere in chiaro: o si semplifica davvero o il testo finisce nel cestino.

Nel pomeriggio la schiarita. Il confronto col segretario dem, Nicola Zingaretti, sembra andare nella direzione giusta nonostante le voci di gelo e le critiche a viso aperto del numero 1 del Pd. "Piena convergenza", le parole del premier che suggellano l'incontro: "La pensiamo nello stesso modo, bisogna correre". Ora c'è da attendere il preconsiglio, e una convocazione del Cdm che al momento non c'è ancora.



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