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Centrodestra, bis in piazza per dire 'no' a Conte

POLITICA
Centrodestra, bis in piazza per dire 'no' a Conte

Fotogramma /Ipa

Il titolo-slogan è 'Insieme per l'Italia del lavoro'. Nessun simbolo di partito, solo bandiere tricolori. Il centrodestra si ritrova questa mattina in piazza del Popolo per mandare un nuovo 'avviso di sfratto' al governo Conte, accusato di non saper gestire l'emergenza post-Covid, specialmente quella economica, mettendo a repentaglio imprese e famiglie con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Anche stavolta, come per la manifestazione del 2 giugno, ci sarà l'incognita del contagio.


Le 'restrizioni' anti Coronavirus non consentono l'accesso di più di 4820 persone. La speranza è che non si ripetano le polemiche sugli assembramenti vietati che hanno condizionato il giorno della festa della Repubblica. In queste ore, assicurano gli organizzatori, si sta facendo l'impossibile per garantire il distanziamento sociale minimo e il buon esito dell'iniziativa. A preoccupare è anche il caldo asfissiante. Da qui la decisione di dare il via alla kermesse alle 10 con controlli rigidi e, apprende l'Adnkronos, si proverà a far sedere tutti i manifestanti. Se poi le sedie non dovessero bastare, nessun problema, spiegano, perché "vuol dire che qualcuno resterà in piedi ma distanziato''. Allestito un palco per gli interventi dei tre leader della coalizione: ancora non c'è una scaletta, ma probabilmente aprirà Antonio Tajani, seguito da Giorgia Meloni, mentre la 'chiusura' è affidata a Matteo Salvini.

Gli ingressi sono contingentati con il 'conta-persone', misurata la temperatura all'arrivo, ciascuno deve indossare la mascherina chirurgica e chi è sprovvisto le troverà sul posto in distribuzione. Unico ingresso quello da via del Corso e l'uscita da piazzale Flaminio. Garantita la diretta dell’iniziativa sui profili social. Prevista un'apposita area stampa in piazza con accesso dal lato di piazzale Flaminio.

Con toni diversi la coalizione, insomma, proverà a dare una prima spallata alla maggioranza giallorossa, pur sapendo che le elezioni anticipate sono una chimera, almeno per ora. Lega, Fdi e Fi vogliono dare prova di unità quando si tratta di ''fare le cose serie'', ma le divisioni non mancano e il Mes rischia di far traballare tutto con effetti imprevedibili. Si registrano, sotto traccia, dei malumori sull'appuntamento di piazza. Tra gli azzurri, raccontano, c'è chi mette in dubbio l'opportunità politica ora di fare una kermesse del genere, con l'incognita del contagio sempre in agguato e con il Colle che continua a chiedere un clima di unità nazionale in un momento così delicato per il Paese. Ma Maurizio Gasparri, coordinatore del Dipartimento Enti Locali Fi e commissario del coordinamento Forza Italia Roma Capitale, ieri smentiva maldipancia e assicurava: ''Saremo in piazza con il centrodestra unito per denunciare che il governo Conte ha abbandonato al loro destino gli italiani. Questo esecutivo - avvertiva - Pd-grillini ha devastato l'Italia peggio del virus, contrastarlo è un dovere".

Nessun dubbio anche dal responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, che ieri spiegava all'Adnkronos: ''Saremo in piazza per il lavoro, per dare le risposte economiche che vogliono gli italiani e, visto che questo governo non ci sta riuscendo e sembra solo interessato alla propaganda di Conte e al mantenimento delle poltrone per i parlamentari di maggioranza, l'unica soluzione sono le elezioni il prima possibile''.

Alle prese con distanziamento sociale Donzelli assicurava come si stesse lavorando per una manifestazione in sicurezza: ''La piazza può contenere 4820 persone, che saranno sedute e tenute a distanza di sicurezza. A tutti verrà misurata la temperatura per poter accedere". E se dovessero arrivare più persone? ''Certamente non si può dare la colpa alle opposizioni se tanti cittadini vogliono scendere in piazza contro il governo", replicava Donzelli.



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