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Mose, Conte cita Hegel e la lacrima di Brodskij per Venezia

POLITICA
Mose, Conte cita Hegel e la lacrima di Brodskij per Venezia

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Hegel e l'Aufhebung e poi la lacrima di Brodskij. Giuseppe Conte, da Venezia, per il test del Mose, il sistema di paratie per contrastare l'acqua alta nella città lagunare, cita prima il padre dell'idealismo tedesco, Friedrich Hegel, riferendosi alla dialettica dell'autore della 'Fenomenologia dello Spirito'. "Dobbiamo concentrarci su quel terzo polo della struttura dialettica - dice Conte - l'Aufhebung, il superamento di tutto, delle tesi e delle antitesi, delle premesse buone e delle critiche, oggi qui ci sono dei movimenti di protesta, ma è giusto che ci sia una visione dialettica", dice 'adattando' il complesso sistema hegeliano alla riflessione sul Mose.


Poi tocca al poeta Iosif Brodskij, di cui Conte cita un saggio, 'Fondamenta degli incurabili', del 1989: "Diceva che Venezia è la città dell'occhio, riassumo", ricorda il premier. Poi legge il passaggio dedicato a Venezia del poeta russo, premiato con il Nobel: "In questa città si può versare una lacrima in diverse occasioni. Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla retina - una lacrima - è il modo in cui la retina ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza". "Ecco, il nostro compito è far sì che lacrime a Venezia non scendano più per le conseguenze della furia dell'acqua, ma che possano continuare a scendere per l'incapacità dei nostri occhi di percepire e trattenere la bellezza di questa città", conclude Conte.



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