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Open Arms, giovedì Senato vota su Salvini

POLITICA
Open Arms, giovedì Senato vota su Salvini

(Fotogramma/Ipa)

Giovedì il Senato voterà - con risultato atteso per le 18 - sulla richiesta di processo a Matteo Salvini, finito nel mirino dei giudici per la vicenda Open Arms, la nave di una Ong spagnola, bloccata in mare lo scorso agosto, con oltre 150 migranti a bordo. I senatori, dopo il voto contrario della Giunta per le autorizzazioni, si dovranno esprimere a maggioranza sull'ex ministro dell'Interno leghista, su cui pendono le accuse di "sequestro di persona plurimo aggravato e rifiuto di atti d'ufficio".


Pallottoliere alla mano, occorrono 160 voti: sulla carta voti di cui non dispone il leader della Lega, che potrà contare sui suoi 63 senatori, su quelli di Fdi (17) e su quelli di Fi (56): in totale 136 no al processo. Per il sì al processo, invece il Pd (35) e il movimento Cinque Stelle (95) e Leu (5). In totale, di partenza, 135 voti. A cui però si dovrebbero aggiungere i 18 dei renziani che in Giunta, lo scorso 26 giugno, non hanno partecipato al voto, riservandosi una ulteriore valutazione in vista del voto in Aula. E' stato lo stesso Renzi ieri sera a ribadire la posizione di Italia Viva: “Su Salvini noi leggiamo le carte e poi decidiamo".

Ma rumors delle ultime ore farebbero propendere per un via libera al processo anche da parte dei senatori di Iv. Un voto diverso tra forze di governo viene ritenuto troppo rischioso per la tenuta dell'esecutivo, è il ragionamento che circola in Parlamento. In ogni caso, comunque, visti anche i 33 senatori del gruppo misto, non dovrebbero mancare i voti della maggioranza dell'Aula, che porterebbero Salvini di fronte al tribunale dei ministri di Palermo.

Lo scorso febbraio, Palazzo Madama ha già detto sì al processo per l'analoga vicenda della nave della Guardia costiera, Gregoretti, con 131 migranti bloccati a bordo, lo scorso luglio, al largo di Augusta. In quel caso, in Aula, i voti finali furono 152 a favore del processo, 76 contrari. Un via libera che porterà, a ottobre, l'imputato Matteo Salvini in Tribunale a Catania di fronte al gup.

A mandarlo a processo per la vicenda Gregoretti furono i senatori dell'attuale maggioranza giallorossa, dopo una battaglia procedurale scoppiata nella Giunta per il regolamento e il successivo ritiro dei membri di M5S, Pd e Leu dall'ultima seduta della Giunta per le immunità.

Salvini, invece, fu salvato dal processo, tempo addietro - nel febbraio del 2019 - quando ancora era al governo con i 5Stelle e il premier Conte: alla richiesta di processo per il caso Diciotti, sempre relativo allo stop di uno sbarco di migranti in Sicilia, avvenuto nel luglio del 2018, votarono compattamente i senatori dell'allora maggioranza, non prima di un voto su Rousseau che vide la base del movimento M5S chiedere, con il 60% dei voti, di non dare il via libera al giudizio sul leader leghista.



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