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Risoluzione maggioranza manda in tilt M5S: "Così ingoiamo il Mes"

POLITICA
Risoluzione maggioranza manda in tilt M5S: Così ingoiamo il Mes

Foto Fotogramma

Ieri la riunione con il capo politico Vito Crimi, durante la quale sono fioccate le accuse all'Associazione Rousseau. Oggi il caos interno legato alla partita per il rinnovo delle Commissioni parlamentari, con scelte che stanno scontentando una larga fetta della truppa parlamentare pentastellata. E alle tensioni di queste ore si aggiungono le forti perplessità per un passaggio della risoluzione di maggioranza che autorizza il nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi.


Nel testo, firmato da tutti i capigruppo al Senato delle forze politiche che sostengono il Conte bis, si impegna il governo "a prevedere l'utilizzo, sulla base dell'interesse generale del Paese e dell'analisi dell'effettivo fabbisogno, degli strumenti già resi disponibili dall'Unione europea per fronteggiare l'emergenza sanitaria e socio-economica in atto". "Se le parole hanno ancora un senso", punge Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia, "significa che la maggioranza sta chiedendo al governo di usare subito i fondi del Mes. Sarebbe una novità politica di non poco conto. Ma i Cinque Stelle hanno letto il testo?".

Quanto basta per gettare nel panico deputati e senatori grillini. Un parlamentare alla Camera si sfoga in chat: "Sono riusciti a fregarci al Senato con questa risoluzione, infilando il Mes senza mai citarlo. Conte e Pd hanno portato a casa la loro operazione e in questo modo il Mes non dovrà essere più votato in Parlamento. Oggi è la grande debacle del Movimento. Abbiamo perso sulle presidenze di Commissione e adesso stiamo ingoiando anche il Mes. Una gestione dei vertici totalmente fallimentare...".

Il senatore Mattia Crucioli, che ieri ha votato contro la proroga dello stato di emergenza in dissenso dal resto del gruppo M5S, è invece più prudente: "Per quanto mi riguarda - spiega all'Adnkronos - non c'è alcuna apertura preventiva al Mes. Occorrerà verificare, caso per caso, ciascuno degli strumenti che l'Italia ha la facoltà di utilizzare. Qualora ci siano condizioni non cristalline o non convenienti, non approverò tali strumenti, comunque essi verranno chiamati".



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