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Ponte sullo stretto, governo studia un tunnel

POLITICA
Ponte sullo stretto, governo studia un tunnel

Immagine di repertorio (Fotogramma)

di Antonio Atte


Il tema del Ponte sullo Stretto torna ad animare il dibattito politico, dopo le ultime dichiarazioni del premier Giuseppe Conte, il quale non ha escluso la possibilità di realizzare un "tunnel sottomarino" per collegare la Calabria alla Sicilia. "Ci sono miracoli di ingegneria, ne abbiamo realizzato uno a Genova - ha detto il presidente del Consiglio - e sullo Stretto dobbiamo pensare a un miracolo di ingegneria". Una boutade, quella del premier? In realtà, il governo starebbe seriamente riflettendo su questo progetto. Tant'è vero che è in corso l'analisi tecnica di una proposta progettuale ricevuta dal Ministero dei Trasporti guidato dall'esponente dem Paola De Micheli.

Sulla scrivania del premier ci sarebbe un dossier elaborato da un gruppo di ingegneri. L'iter, apprende l'Adnkronos, viene seguito in prima persona dal viceministro M5S alle Infrastrutture, il siciliano Giancarlo Cancelleri. "Il tunnel sottomarino è l'unica soluzione", va ripetendo da tempo l'esponente grillino, che sembra essersi convinto della bontà di questa soluzione.

Il gruppo di lavoro, spiegano fonti governative, si è riunito all'inizio dell'anno, con qualche piccola battuta d'arresto a causa dell'emergenza Covid. Ma adesso i 'motori' si sono riaccesi e, come dimostrano le parole del premier Conte, l'esecutivo potrebbe riprendere in mano il dossier per dare impulso al progetto.

"Quella dei tunnel sottomarini è una tecnologia utilizzata in tutto il mondo, anche in zone sismiche come il Giappone. Anche in Turchia, in zone ad alto rischio sismico, esistono tunnel di questo tipo, capaci di resistere a 7.5 gradi della scala Richter", spiegano le stesse fonti, evidenziando come il costo dell'opera ricalchi quello dell'ipotetico Ponte.

Resta da sciogliere il nodo dell'impatto ambientale: Cancelleri sostiene che il progetto del tunnel subacqueo sia meno "invasivo" del Ponte sullo Stretto, ma nel suo partito, il Movimento 5 Stelle, che ha fatto del no alle grandi opere uno dei suoi cavalli di battaglia politici, non mancheranno le voci critiche. Intanto si registrano le prime aperture. Il deputato siciliano del M5S Giorgio Trizzino per esempio afferma: "Se è davvero realizzabile, perché non farlo?".

Italia Viva non nasconde il suo scetticismo nei confronti della proposta di Conte. "Comprendiamo la necessità di mediare tra Pd e 5S, tuttavia - dice il capogruppo al Senato Davide Faraone - sfuggono a Conte due questioni fondamentali. La prima è che il sistema di infrastrutture di cui parla il presidente saranno utili al Paese solo quando Sicilia e Calabria diverranno la piattaforma logistica europea nel Mediterraneo e questo non potrà avvenire senza il Ponte. La seconda è che rinviare questo progetto, ipotizzando tunnel o altre fantasiose soluzioni, significa allontanare il rilancio del Meridione ancora una volta e di almeno altro 20 anni".

Ad ogni modo, non è la prima volta che il premier interviene sul tema dei collegamenti tra la Calabria e la Sicilia. A giugno il presidente del Consiglio ha parlato di una "valutazione senza pregiudizi" sul Ponte sullo Stretto di Messina. Ieri, a Ceglie Messapica, l'idea del tunnel sottomarino. Grande sostenitore del Ponte sullo Stretto è il leader di Italia Viva ed ex premier Matteo Renzi, il quale ha più volte rilanciato l'opera che da più di 30 anni divide la politica italiana: "Per vincere la sfida della povertà serve più il Ponte sullo Stretto che il reddito di emergenza", ha detto Renzi all'inizio di giugno. Secco il no dei 5 Stelle: "Opera non utile".



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