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Consulta, Mario Morelli nuovo presidente

POLITICA
Consulta, Mario Morelli nuovo presidente

(Fotogramma/Ipa)

Mario Rosario Morelli è il nuovo presidente della Corte Costituzionale dopo l'elezione avvenuta questa mattina. Morelli, ex vicepresidente, prende il posto di Marta Cartabia: per lui 9 voti contro i 5 di Giancarlo Coraggio; una preferenza per Giuliano Amato. I giudici Coraggio e Amato sono i nuovi vicepresidenti.


Morelli rimarrà in carica fino al 12 dicembre 2020, quando scadrà il mandato di nove anni di giudice costituzionale.

"Cercherò in breve tempo di portare avanti tutti i progetti che sono partiti da Giorgio Lattanzi e hanno avuto incremento con Marta Cartabia. La collegialità è la risposta agli inconvenienti legati al breve tempo del mio mandato e voglio accentuarla. Ho già nominato due vicepresidenti che sono quelli che mi seguono in ordine di anzianità. Sono Giancarlo Coraggio, che al 99,9 per cento sarà il prossimo presidente, e Giuliano Amato" ha detto Morelli in conferenza stampa.

Romano, 79 anni, sposato, due figlie, Mario Rosario Morelli era una delle candidature più forti alla presidenza della Corte Costituzionale. Presidente di sezione della Corte di Cassazione, Morelli è stato eletto giudice costituzionale il 18 novembre 2011 dalla suprema Corte e ha prestato giuramento davanti al Presidente della Repubblica il 12 dicembre dello stesso anno. L’8 marzo 2018 è stato nominato vice presidente della Corte Costituzionale e riconfermato l’11 dicembre 2019. La sua carriera di giudice si svolge quasi interamente al "Palazzaccio", sede della Corte di Cassazione, dove approda nel 1985, alla prima sezione civile, di cui diventerà presidente nel 2008. Già nel 1999 viene destinato alle Sezioni unite civili e nel 2001 entra a far parte dell’Ufficio centrale elettorale nazionale presso la Cassazione. Dal 2008 è componente del Consiglio direttivo della suprema Corte e nel 2009 è nominato Direttore dell’Ufficio del Ruolo e del Massimario. Più o meno parallelamente, però, Morelli svolge la sua attività anche in un altro Palazzo delle istituzioni, quello della Consulta, dove entra addirittura nel 1973 come assistente di studio, prima del giudice Giulio Gionfrida, poi di Livio Paladin e infine di Renato Granata: quasi un trentennio (fino al 2000).

In quegli anni, partecipa all’istruttoria dell’unico processo penale costituzionale per reati ministeriali (processo "Lockheed"). Su incarico del presidente Cesare Mirabelli, dà attuazione alla riorganizzazione dell’Ufficio del Ruolo e del Massimario della Corte. Coadiuva il Presidente Francesco Saja nello smaltimento dell’arretrato accumulatosi dopo il processo "Lockheed". Collabora con i giudici Vezio Crisafulli e Livio Paladin alla redazione del moderno Commentario Breve alla Costituzione. Morelli nel 2008 firmò la storica sentenza sul drammatico caso di Eluana Englaro: fu lui a dare l'ok per il distacco del sondino che teneva in vita la ragazza che si trovava in coma vegetativo.



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