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Decreto ristori, via libera Cdm a 'ter' e scostamento da 8 mld

POLITICA
Decreto ristori, via libera Cdm a 'ter' e scostamento da 8 mld

(Fotogramma)

Si è concluso dopo poco più di due ore il Cdm a Palazzo Chigi che era iniziato a mezzanotte. Il Cdm ha varato il decreto ristori ter e ha definito il nuovo scostamento di bilancio da 8 miliardi di euro che poi sarà sottoposto all'autorizzazione del Parlamento, probabilmente già la settimana prossima.


Il Cdm, su proposta del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, ha approvato la relazione al Parlamento da presentare alle Camere, ai fini dell’autorizzazione dell’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di medio termine (Omt). Con la relazione, sentita la Commissione europea, si legge nella lotta di Palazzo Chigi al termine del Cdm, il Governo richiede, per il 2020, "l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento di 8 miliardi di euro in termini di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche e di fabbisogno e di 5 miliardi di euro per il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, in termini di competenza e in termini di cassa". Attraverso le risorse aggiuntive che saranno rese disponibili con lo scostamento, il Governo "intende adottare misure che, in continuità con quelle precedenti, consentiranno di estendere gli interventi previsti a favore degli operatori economici, per il sostegno dei settori produttivi e per il sostegno dei cittadini, anche attraverso un utilizzo adeguato della leva fiscale". Per il successivo triennio di programmazione, il Governo "conferma il percorso di rientro già indicato nel mese di settembre con la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza".

Previsto uno stanziamento di risorse pari a 1,95 miliardi di euro per il 2020. Nello specifico, si prevede l’incremento di 1,45 miliardi, per il 2020, della dotazione del fondo previsto dal decreto 'ristori bis' (decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149) per compensare le attività economiche che operano nelle Regioni che passano a una fascia di rischio più alta; l’inclusione delle attività di commercio al dettaglio di calzature tra quelle che, nelle cosiddette 'zone rosse', sono destinatarie del contributo a fondo perduto; l’istituzione di un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro, da erogare ai Comuni, per l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare; l’aumento di 100 milioni per il 2020 della dotazione finanziaria del Fondo per le emergenze nazionali, allo scopo di provvedere all’acquisto e alla distribuzione di farmaci per la cura dei pazienti affetti da Covid-19.

Destinatarie del contributo a fondo perduto nelle 'zone rosse' anche attività di commercio al dettaglio di calzature.

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