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Dani Alves: ''Mangiare la banana? La mia reazione è stata spontanea''

Dani Alves: ''Mangiare la banana? La mia reazione è stata spontanea''

Barcellona, 29 apr. (Adnkronos/Ign) - "In Spagna c'è molto razzismo verso gli stranieri. La Fifa dovrebbe prestare molta attenzione a queste cose". Il laterale del Barcellona Dani Alves ha parlato all'emittente brasiliana Radio Globo del problema del razzismo dopo il suo gesto in campo al 'Madrigal', nel match Villarreal-Barcellona. Durante la partita, un tifoso della squadra di casa gli ha lanciato una banana in segno d'offesa e lui l'ha raccolta, sbucciata e mangiata. Un gesto che è diventato un messaggio contro la discriminazione e che ha raccolto solidarietà tra gli sportivi e non solo con 'selfie' arrivati da tutto il mondo a sostegno del giocatore.


"La mia reazione è stata puramente spontanea - spiega -. E' stato incredibilo, un'azione che ho fatto senza pensare alle conseguenze. Ho parlato di cose simili con i miei amici, però, pensandoci bene dovremmo iniziare una campagna. Il mondo è andato avanti e dobbiamo andare avanti con lui. E' un tipo di mentalità che proprio non va bene. Che si tratti di calcio o della vita di tutti i giorni, dobbiamo muoverci e stare al passo con i tempi".

Il brasiliano ha ben chiaro in mente quello che farebbe con il tifoso protagonista del gesto che è già stato identificato dal Villarreal e non potrà più entrare allo stadio. "Se potessi, metterei una fotografia del tifoso su internet, in modo che si senta umiliato per quello che ha fatto. Così non potrebbe più mostrare il suo volto in qualsiasi stadio", dice Alves, secondo il quale c'è più razzismo e intolleranza nei Paesi europei, come la Spagna, che non in Sudamerica.

Il messaggio finale di Alves, visto il supporto arrivato dalle stelle del calcio in tutto il mondo, con molti dei migliori giocatori che hanno postato immagini di se stessi con una banana, con l'hashtag su twitter 'siamo tutti scimmie', è un incoraggiamento all'educazione, per aiutare le persone a cambiare le loro grette opinioni. "Dobbiamo agire su cose come questa. Dobbiamo aprire le loro menti, cercare di aiutarli a capire che siamo tutti uguali. Non ci sono colori e razze - dice -. All'interno, abbiamo tutti il sangue dello stesso colore".



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