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Favilla (Seasif Holding): nell’economia post-covid, l’oro unica tutela per i risparmiatori

29 settembre 2020 | 11.19
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Roma, 29 settembre 2020 - Contrariamente alle previsioni degli analisti, il prezzo dell’oro nelle prime settimane di settembre è sceso (-6%) rispetto ai massimi storici fatti registrare nel mese di agosto, con una quotazione stabilmente sotto il tetto dei 2.000 dollari l’oncia.

I timori per la seconda ondata, il nuovo lockdown in Israele e una ripresa dell’economia mondiale più lenta di quella che si prospettava prima dell’estate, fanno credere che si tratti di un semplice incidente di percorso e che il trend al rialzo del “bene rifugio” per eccellenza sia destinato a continuare fino alla fine dell’anno. D’altra parte, altri fattori come l’abbassamento del prezzo del petrolio e la stabilizzazione del dollaro sembrano giocare un ruolo primario in senso opposto.

Ne abbiamo parlato con l’imprenditore italiano Franco Favilla, Presidente e CEO di Seasif Holding, uno dei massimi esperti di oro a livello mondiale, essendo anche – con la sua società - il terzo produttore di oro nel Sud America.

Quali previsioni si possono fare sul prezzo dell’oro da qui a fine anno?

C’è sicuramente una situazione di incertezza: alcune previsioni degli analisti sono esageratamente ottimiste, e parlano di un raggiungimento di valori impensabili fino a 1anno fa, come 3 mila dollari l’oncia o addirittura 5 mila dollari l’oncia. Altre mi sembrano molto pessimiste e influenzate da parametri, come la tenuta del dollaro, che sul prezzo dell’oro contano in modo non così decisivo come si vuole far credere.

A prescindere dalla volatilità del mercato, il dato fondamentale è che il prezzo dell’oro nel corso del 2020 ha raggiunto il massimo storico. E questo fatto rappresenta per l’economia mondiale, secondo me, una buona notizia.

Perché?

Perché significa che i risparmiatori di tutto il mondo hanno capito l’importanza dell’oro. Prima del Covid, le Banche Centrali puntavano a far passare l’idea che l’oro fosse qualcosa di non-necessario; il Covid ha accelerato un orientamento che era già presente tra i risparmiatori: puntare sull’oro per tutelare i valori reali di mercato.

L’oro, in un periodo come questo, svolge un ruolo di garanzia per i risparmiatori?

In un mondo in cui le riserve auree coprono appena il 30% delle valute mondiali, il denaro si è trasformato in pura convenzione, soggetta agli attacchi della speculazione. L’oro, al contrario, garantisce la democrazia, e rappresenta l’unica tutela in grado di mettere al riparo i risparmiatori e il mercato dalle locuste della speculazione, offrendo un valore oggettivo su cui parametrare ogni transazione. Questo discorso assume ancora più importanza ai tempi del Covid-19.

A livello generale, che idea si è fatto delle misure economiche attuate per far fronte alla crisi?

Si è scelto di reagire all’emergenza con la sola ricetta del debito. Come al solito, insomma, si è scelto di assecondare la grande finanza internazionale, scaricando i problemi di oggi sulle generazioni di domani, che saranno chiamate a dover ripagare un conto ancora più alto di quello – già altissimo – che dovevano pagare.

Io credo che l’emergenza legata al Coronavirus abbia dimostrato che la sola ricetta possibile per un futuro sostenibile sia investire sui giovani: abbiamo bisogno di nuove tecnologie, nuove idee per gestire la società e la globalizzazione, e non possiamo certo essere noi a immaginarle, noi che veniamo da un altro secolo e da un altro tempo.

Dovremmo spendere miliardi sulla formazione dei giovani, che rappresentano la nostra unica difesa sono l’unica arma che abbiamo contro i problemi – enormi – del mondo di domani.

Per Info: https://seasifworld.com/contact-us

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