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Febbre, mal gola, dolori. Ma sarà vera influenza? Ecco come capirlo

02 dicembre 2015 | 15.34
LETTURA: 4 minuti

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Febbre, dolori, malessere sono sintomi comuni nella stagione invernale. "Ma riconoscere la vera influenza e distinguerla dai molti virus 'cugini' diffusi in questo periodo può non essere semplice". Lo spiega all'Adnkronos Salute il pediatra di Milano Italo Farnetani, che per la rubrica 'Sos Pediatra' ha messo a punto un identikit dei malanni di stagione e uno strumento per riconoscere la vera influenza.

I SINTOMI Febbre alta, talvolta superiore a 38,5°C, che dura anche 4 giorni e dolori alla schiena e alle articolazioni. "La caratteristica dell’influenza è quella di avere un quadro clinico dominato soprattutto da febbre alta, malessere, spossatezza e dolori a ossa e articolazioni, senza la contemporanea presenza di altri sintomi dominanti, per esempio la tosse, o le scariche".

I VIRUS DELL’INFLUENZA Sono di due tipi A e B. Si trasmettono solo da persona a persona. "Ecco perché ci si contagia quando si sta in ambienti chiusi, l’uno vicino all’altro. L’influenza è una delle malattie che ha un periodo di incubazione più breve rispetto alle altre. La febbre sale dopo un intervallo che varia dalle 24 alle 72 ore" dal contatto con un influenzato.

COME SI TRASMETTE Per via aerea con estrema facilità, perché si tratta di virus piccoli e leggeri. "Un virus è 25 volte più piccolo di un batterio ed è costituito soltanto da acido nucleico, cioè Dna o Rna 'incartato' da proteine, mentre un batterio è una cellula, cioè un vero e proprio microorganismo, perciò più pesante e di conseguenza 'volerà' o sarà trasportato con minor facilità, spesso cadendo prima dell’arrivo, cioè prima di incontrare qualcuno che lo possa ospitare. Per questo motivo le malattie virali, per esempio influenza o varicella, sono sempre nettamente più contagiose rispetto a quelle batteriche". La principale via di trasmissione è attraverso l’aria. "Il virus dell’influenza si deposita sulle goccioline più o meno piccole che escono dalla bocca durante la respirazione, sulla polvere o attraverso le squame di pelle vecchia che ogni giorno ognuno di noi elimina senza saperlo per far posto a quella nuova. Questi veicoli, che trasportano i virus, possono percorrere anche qualche chilometro, passare da un piano all’altro degli edifici, sotto le porte. Se sono espulsi con la tosse o gli starnuti, ricevono una spinta irresistibile: con un colpo di tosse si espande, nell’arco di 5 metri, un miliardo di queste particelle".

QUANDO INIZIA IL CONTAGIO? Già quando iniziano i primi sintomi, di cui il raffreddore è il più evidente. "Perciò, per evitare di essere contagiati, è bene tenersi lontano da chi ha raffreddore, tosse anche se lieve, o gli occhi lucidi". Il virus dell’influenza, poi, può essere diffuso anche attraverso il contatto fisico diretto fra una persona e l’altra: stringendosi le mani, con i baci, oppure attraverso fazzoletti, giocattoli, posate, bicchieri contaminati.

L’ERRORE: QUESTA NON E’ INFLUENZA Le infezioni più diffuse in questo periodo, che potrebbero essere scambiate per vera influenza, hanno alcuni sintomi predominanti. Quando questi, cioè quelli che danno più fastidio, sono tosse e raffreddore, in gioco c’è un virus parainfluenzale. In altri quadri clinici predomina una sintomatologia localizzata all’interno dell’apparato digerente con vomito e diarrea.

L’AIUTO DELL’INFLUENZOMETRO E' allora importante saper riconoscere i sintomi dell’influenza, per non commettere l’errore di scambiarla con infezioni che sono più diffuse e frequenti. Con l’influenzometro, riportato di seguito, termina questa situazione di incertezza, perché si ha uno strumento per orientarsi.

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