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Fecondazione: Ass. Coscioni, per legge 40 fissata udienza a Corte europea

19 febbraio 2014 | 18.17
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Roma, 19 feb. (Adnkronos Salute) - "Proprio oggi, nel decennale della firma della legge 40 del 2004, abbiamo ricevuto comunicazione che la Grande Camera della Corte europea dei diritti ha fissato per il prossimo 18 giugno alle ore 9.15 l'udienza pubblica per il ricorso di una donna che ha perso il compagno e che chiede di donare i propri embrioni crioconservati da oltre 10 anni alla ricerca". Lo rende noto Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, sottolinendo che si sono costituite "con un 'amicus curiae' nel procedimento l'Associazione Luca Coscioni insieme con le associazioni di pazienti Cerco un bimbo, Amica Cicogna, L'altra cicogna".

La Corte Edu, spiega dunque Gallo, "potrebbe condannare l'Italia per violazione della Carta europea dei diritti dell'uomo, come già avvenuto per l'accesso alle tecniche di fecondazione (Caso Costa-Pavan). E mentre in Italia nessun Governo riporta all'ordine del giorno la riforma della legge 40, l'attivazione delle giurisdizioni si rivela l'unica soluzione per ottenere modifiche della legge sulla procreazione medicalmente assistita. Il prossimo 8 aprile al vaglio della Corte Costituzionale ci saranno il divieto di eterologa, di revoca del consenso, e di embrioni alla ricerca. A breve, sempre in Corte, l'udienza per l'accesso delle coppie fertili alla fecondazione. Sono trascorsi 10 anni dall'entrata in vigore di questa legge crudele e non c'è tribunale adito che non l'abbia condannata, con decisioni che dovrebbero essere di monito al legislatore che di fatto impedisce salute, ricerca, famiglia, uguaglianza diritti di tutti i cittadini in uno Stato democratico che rischia di divenire etico".

Domani, continua Gallo, "saranno 8 anni dalla scomparsa di Luca Coscioni, con cui ho intrapreso la battaglia affinché sia affermata la libertà di ricerca scientifica nel nostro Paese, come metodo alla base della conoscenza della libertà. Luca Coscioni ci ha lasciato un messaggio prima di morire: 'La comunità scientifica può diventare strumento di azione a servizio del valore e dei contenuti della vita democratica'. Questo è un appello che dovrebbe far proprio il prossimo Governo: il progresso di uno Stato si costruisce anche attraverso lo sviluppo scientifico e nel rispetto dei diritti civili e delle libertà individuali dei cittadini".

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