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Fecondazione: eterologa, contro 'giungla prezzi' riunione tecnici regioni

17 settembre 2014 | 11.40
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Si va dalla Lombardia, dove la fecondazione eterologa è a pagamento con costi che si arrivano fino a 3 mila euro a seconda del livello della prestazione, all'Umbria che sembra farà pagare un ticket 'simbolico' di 35 euro, o l'Emilia Romagna dove dovrebbe essere gratuita, con una compartecipazione solo per gli esami diagnostici e di valutazione dell'idoneità della coppia. A oggi il 'panorama prezzi' della Pma con donazione di gameti assomiglia a una giungla, ed è per questo che oggi si riuniscono i tecnici delle Regioni presso la sede del Veneto a Roma: l'obiettivo del gruppo tecnico interregionale è fissare un 'ticket' unico', fra i 250 e gli 800 euro, e una media di 500, come fissato dalla Toscana, la prima ad 'aprire' alla tecnica di fecondazione assistita.

Dopo aver approvato lo scorso 4 settembre le linee guida sull'eterologa e dopo che, nelle settimane successive, le varie Giunte regionali italiane hanno approvato delibere per partire con questo tipo di fecondazione, oggi dunque è la volta di un'analisi comune su quanto le coppie dovranno pagare per avere accesso alla metodica. "L'orientamento è sostanzialmente che il ticket che si paga per la fecondazione omologa, sia la base anche per l'eterologa", aveva assicurato il presidente delle Regioni, Sergio Chiamparino, in conferenza stampa al termine della riunione in cui sono erano approvate le linee guida sulla fecondazione eterologa. Per il 24 settembre è prevista infine una riunione del coordinamento degli assessori che dovrebbe ufficializzare il costo della compartecipazione.

In attesa della decisione, la questione resta in 'stand by' per il Veneto, che ha annunciato di voler iniziare il 1 ottobre con l'eterologa proprio per consentire di risolvere prima il problema della disomogeneità dei costi (ma è stato ipotizzato un ticket di 200-300 euro).

Lo stesso anche per le Marche, il Friuli, il Lazio (dove si era parlato di un 'superticket' di 1.800 euro anche a causa dei conti in rosso della sanità laziale, ma oggi il governatore Nicola Zingaretti ha precisato di non aver fissato cifre per non contribuire alla giungla dei prezzi). In Liguria potrebbe essere fissato un ticket sulla base del reddito. Mentre in Piemonte dovrebbe essere confermata una compartecipazione simile a quella per l'omologa, attorno ai 600 euro.

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