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Fecondazione: arrivano regole eterologa, deroghe su limite 10 donazioni

08 agosto 2015 | 10.59
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Arrivano le indicazioni per rendere omogenea sul territorio nazionale l'applicazione della fecondazione eterologa. Il Regolamento sull'impiego di cellule e tessuti umani è stato infatti inviato alla Conferenza Stato-Regioni per l'approvazione. Definita l'età dei donatori di gameti, tra i 18 e i 40 anni per i maschi e tra 20 e 35 per le donne. E il numero massimo di nati per donatore, 10. Un limite stabilito per ridurre i rischi di unioni inconsapevoli tra consanguinei. Ma è prevista anche una deroga per le coppie che hanno già avuto un bambino con l'eterologa, perché possano avere fratelli biologici.

Il Registro nazionale dei donatori consentirà di contare le nascite e bloccare i gameti del donatore - tranne appunto che per eventuali deroghe - quando il numero massimo previsto delle nascite sarà raggiunto.

Il Regolamento, che completa il recepimento di normative europee su cellule e tessuti, definisce alcune prescrizioni tecniche relative agli esami da effettuare in generale su cellule e tessuti umani, e in particolare sulle cellule riproduttive donate da persone diverse dal partner per la fecondazione eterologa.

Nel testo si stabilisce la procedura per la selezione del donatore, che prevede innanzitutto l'anamnesi sanitaria e medica del donatore, attraverso un colloquio individuale e la compilazione di un questionario dedicato, a cura del medico responsabile della selezione.

Si procede poi con gli esami per patologie di tipo infettivo (per esempio Hiv ed epatite), che prevedono una tempistica diversa nei prelievi di sangue per donatori di eterologa rispetto alla fecondazione omologa: nel primo caso si effettuano prelievi a ogni donazione, nel secondo si osservano tempi più lunghi.

Infine si procede allo screening per valutazione del rischio di patologie di tipo genetico: attraverso una consulenza genetica scritta, tenendo anche conto del contesto etnico del donatore, si possono prevedere ulteriori esami, incluso il cariotipo, per ridurre al minimo il rischio di trasmissione di specifiche patologie ereditarie.

Tutti i donatori devono comunque sottoporsi al test della fibrosi cistica. Se il donatore viene a sapere di avere una patologia ereditaria dopo aver effettuato la donazione, dovrà informare subito il centro presso cui ha effettuato la donazione. E' vietata la donazione di gameti fra parenti fino al quarto grado, per i quali c'è rischio maggiore di trasmissione di eventuali patologie genetiche.

La coppia che accede alla fecondazione eterologa, riceverà un'informazione completa sugli esami fatti dal donatore, nel rispetto della riservatezza della sua identità, ma dovrà anche essere consapevole che, per quanto rigorosa, nessuna procedura di selezione del donatore potrà garantire l’assenza di patologie nel nascituro.

Come indicato dalle linee guida della legge 40, questi criteri di selezione dovranno essere applicati anche a coloro che, sottoponendosi alla fecondazione assistita di tipo omologo, decidono di essere anche donatori.

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