cerca CERCA
Martedì 04 Ottobre 2022
Aggiornato: 13:16
Temi caldi

Fecondazione: legge 40 compie 10 anni, 28 volte 'sotto processo'

15 febbraio 2014 | 15.53
LETTURA: 3 minuti

Roma, 15 feb. (Adnkronos Salute) - Compie 10 anni la normativa italiana che regola la fecondazione artificiale e che si appresta a tornare nuovamente di fronte alla Corte costituzionale: l'8 aprile i giudici della Consulta si dovranno pronunciare sugli aspetti ancora oggi più controversi, cioè il divieto di ricorrere alla donazione di gameti esterni alla coppia (eterologa) e l'utilizzo degli embrioni non idonei per una gravidanza per la ricerca scientifica. E quello della prossima primavera sarà solo l'ultimo intervento che ha contribuito di fatto a smantellarne alcuni punti cardine: la legge è già stata per ben 28 volte 'sotto processo' di fronte a tribunali ordinari, Corte europea dei diritti dell'uomo e Corte costituzionale italiana.

I primi a tentare di combattere la legge 40 del 19 febbraio 2004, che riporta le 'Norme in materia di procreazione medicalmente assistita', furono lo stesso anno in cui entrò in vigore i Radicali italiani, che si fecero promotori di un referendum abrogativo. Il 12 e 13 giugno 2005 si tenne il voto, ma non si raggiunse il quorum: si espresse solo il 25,9% degli aventi diritto. Seguì una serie di pronunce di giudici che ha portato oggi alla sopravvivenza di ben poco dell'impianto originario della norma.

Il 3 maggio 2004 interviene il tribunale di Catania sul divieto di diagnosi preimpianto, su ricorso di una coppia portatrice di beta-talassemia. La decisione in questo caso conferma una lettura restrittiva della legge 40, rigettando la domanda. Sempre il tribunale Cagliari, il 29 giugno 2004 si pronuncia sull'accesso all'interruzione di gravidanza a seguito di gravidanza ottenuta con tecniche di procreazione medicalmente assistita, affermando che non c'è differenza tra gravidanza da procreazione medicalmente assistita e gravidanza naturale. Nel 2005, il tribunale di Cagliari solleva questione di legittimità costituzionale relativamente al divieto della norma diagnosi preimpianto. Ma la Corte Costituzionale, il 9 novembre 2006, dichiara manifestatamente inammissibile la questione, senza entrare nel merito delle motivazioni. (segue)

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza