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Fecondazione: legge 40 compie 10 anni, 29 volte 'sotto processo' (4)

10 marzo 2014 | 17.51
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(Adnkronos Salute) - Torna a pronunciarsi la Corte costituzionale l'8 marzo 2010, confermando la sentenza 151 del 2009; poi, il tribunale di Firenze a settembre 2010 solleva dubbio di costituzionalità sul divieto di eterologa, così come il tribunale di Catania nell'ottobre dello stesso anno e il tribunale di Milano nel febbraio 2011. Ma nel 2012 la Corte Costituzionale ordina la restituzione degli atti ai tribunali alla luce della sopravvenuta sentenza della Grande Camera del 3 novembre 2011. E' la volta della Corte europea dei diritti dell'uomo: il 28 agosto 2012 che condanna lo Stato italiano per violazione dell'art. 8 della Carta Edu.

Il tribunale di Cagliari, il 9 novembre 2012 dispone per la prima volta che la diagnosi preimpianto venga eseguita in una struttura pubblica. Il tribunale di Firenze solleva nuovamente nel 2013 questione di legittimità costituzionale sull'uso degli embrioni in ricerca e sull'irrevocabilità del consenso, mentre il tribunale di Milano (29 marzo 2013) sul divieto di eterologa, così come il tribunale di Catania il 13 aprile 2013 e il tribunale di Firenze il 22 aprile 2013. Il tribunale di Roma dispone, con ordinanza del 26 settembre 2013, l'immediata applicazione della sentenza della Corte Edu che aveva condannato l'Italia per violazione dell'art. 8 Carta Edu e con ordinanza del 14 gennaio 2014 solleva dubbio di costituzionalità sul fatto che l'accesso alle tecniche di Pma sia limitata alle sole coppie infertili.

Il 28 febbraio arriva l'ultimo 'attacco' in ordine di tempo alla legge 40. Il giudice del tribunale di Roma Daniela Bianchini ha sollevato il dubbio di costituzionalità della normativa in riferimento al ricorso di una coppia fertile, ma con la donna portatrice di una grave anomalia genetica, a cui è stato negato l'accesso alla fecondazione assistita e alla diagnosi genetica preimpianto per impedire la trasmissione della patologia al nascituro. Il tribunale solleva la questione di legittimità costituzionale della legge 40 "perché è in contrasto con l'articolo 2 della Carta, in quanto viola il diritto della coppia a un figlio sano e quello di autodeterminazione nelle scelte procreative". L'ordinanza del Tribunale di Roma arriva a ridosso della pronuncia della Corte Costituzionale, prevista per l'8 aprile, su altre precedenti ordinanze di diversi tribunali italiani.

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