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Fecondazione: Ncd, pronti a legge ad hoc su eterologa

15 maggio 2014 | 15.59
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Roma, 15 mag. (Adnkronos Salute) - Il Nuovo centrodestra (Ncd) è pronto a mettere a punto una legge ad hoc per regolamentare la fecondazione eterologa, alla luce della sentenza della Consulta dello scorso aprile, che ne ha bocciato il divieto contenuto nella legge 40. "Una volta che la Corte avrà reso pubbliche le motivazioni, il Parlamento sarà costretto a legiferare, per colmare l'evidente vuoto legislativo che getterebbe nella confusione prima di tutto gli operatori sanitari coinvolti, oltre che le coppie". Ad annunciarlo è oggi alla Camera il capogruppo Ncd al Senato, Maurizio Sacconi, e i parlamentari Ncd Eugenia Roccella e Raffaele Calabrò. Sono infatti tante - rilevano - le questioni aperte che creano di fatto un vuoto legislativo in materia: dall'anonimato del donatore alla gratuità della cessione di gameti, fino al rischio di incesto.

Tra i principali nodi irrisolti, secondo Ncd, c'è quello dell'anonimato o meno del donatore. "Bisogna stabilire - spiegano i parlamentari - se il nato da eterologa ha diritto o meno di accedere all'identità della persona che ha fornito ovociti o liquido seminale, il cosiddetto genitore biologico. Se sì, bisogna regolamentarne le modalità: chi ha la responsabilità di dare l'informazione, a che età, se sia necessario porre condizioni". Altro punto è la rete parentale biologica: "Bisogna stabilire se il nato da eterologa ha diritto ad accedere ai dati biografici della rete parentale del genitore biologico, ovvero se ha il diritto a conoscere i propri consanguinei. Se sì, anche qui vanno regolamentate le modalità".

Secondo Ncd c'è poi il rischio di rapporti incestuosi. "Bisogna stabilire - spiega Roccella - come un nato da eterologa possa chiedere informazioni su un partner, per sapere se è suo parente biologico o meno. La numerosità di figli dello stesso donatore è spesso oggetto di cronache giornalistiche scandalistiche. E' necessario tutelare i nati da eterologa e al tempo stesso evitare indagini indiscriminate e immotivate sul patrimonio genetico dei cittadini: vanno normate le modalità di richiesta di informazioni da parte di nati da eterologa, e le modalità di accesso ai dati personali del partner con cui si vuole escludere un’eventuale parentela". (segue)

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