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Trasporti: Fedarlinea, no aiuti ad armatori che imbarcano extracomunitari

18 marzo 2016 | 14.04
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"I benefici fiscali e contributivi vanno riconosciuti esclusivamente a quegli armatori che assumono lavoratori italiani o comunitari. È inaccettabile permettere che una compagnia di navigazione possa imbarcare cittadini extracomunitari sottopagati e che possa contestualmente usufruire dei contributi del Governo". Lo sottolinea in una nota Fedarlinea, l'Associazione Italiana dell’Armamento di Linea che rappresenta sindacalmente Tirrenia, Siremar e le Società Regionali Caremar, Laziomar e Saremar.

Ricordando "le recenti affermazioni di Confitarma sulle conseguenze negative che deriverebbero dalla possibile limitazione dei benefci del Registro internazionale alle sole navi che imbarcano in via esclusiva equipaggi italiani o comunitari, Fedarlinea ritiene doveroso sottolineare come vada certo preservata la missione originaria del Registro internazionale italiano, che ha ridato forza alla competitività della flotta mercantile italiana nei traffici marittimi mondiali, ma anche come non si possa non condividere e non sostenere il principio sociale di voler riservare benefici fiscali e contributivi, finanziati con le tasse pagate dai cittadini e dalle imprese italiane, a chi sostiene l'occupazione nazionale e comunitaria".

Fedarlinea conclude giudicando "inaccettabile che una legge ideata per sostenere l'occupazione dei marittimi italiani finisca invece con il consentire forme di dumping sociale a danno dell'occupazione dei marittimi italiani stessi".

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