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L'INTERVISTA

Federico Luperi : "I nostri lettori apprezzano l' informazione basata su fatti e dati. Per questo tornano"

16 febbraio 2021 | 11.19
LETTURA: 2 minuti

Intervista a Federico Luperi, direttore innovazione e new media e responsabile digital PR di Adnkronos, per Virtual14.com, brand magazine di Fanism

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- Photo by Unsplash
(Adnkronos)

Riportiamo un estratto dell'intervista a Federico Luperi per Virtual14.com, brand magazine di Fanism.

SALVE FEDERICO, PRIMA DI TUTTO GRAZIE PER AVER ACCETTATO DI RILASCIARCI QUESTA INTERVISTA PER VIRTUAL14.COM, IL BRAND MAGAZINE DI FANISM, LA NOSTRA DIGITAL MEDIA HOUSE. LEI È IL DIRETTORE INNOVAZIONE E NEW MEDIA DI ADNKRONOS, CHE È NEL PIENO DEL SUO PROCESSO DI TRASFORMAZIONE DIGITALE. CI RACCONTA BREVEMENTE QUAL È STATO IL SUO PERCORSO PROFESSIONALE?

“La risposta breve è che è stato un percorso molto variegato. La risposta meno breve parte dagli esordi da cronista in provincia per Il Telegrafo, poi allo sport a La Nazione, caposervizio in una redazione grafica, ‘capo di notte’ a Il Giorno, direttore di una web-testata giornalistica (News2000), direttore di un intero portale internet (Libero.it), fino all’approdo alla responsabilità delle operazioni multimediali della prima agenzia di stampa privata in Italia, l’Adnkronos. Tutto questo passando per Livorno, Firenze, Bologna, Roma, Milano. Ho vissuto tutte le fasi di internet, dal pionierismo ai grandi fasti. Dopo averne raccontato per ‘Il Giorno’, ho anche contribuito fattivamente – nel 2000, a Italia OnLine –, fondando e dirigendo una delle prime testate giornalistiche registrate su internet in Italia – News2000 –, che diventa anche il quotidiano web con il maggior numero di cyberlettori in Italia per ben due anni. Sono passato ad Adnkronos nel 2005, come vicedirettore di Multimedia Adnkronos e anche con il compito di ristrutturare la presenza sul web del Gruppo, per incrementarne la produzione e la gestione di contenuti multimediali. Dal 2009 sono Direttore Innovazione e Nuovi Media del Gruppo Adnkronos, nonché fondatore e animatore del team Digital Pr per Adnkronos Comunicazione. Un giornalista prestato al digitale e mai restituito, insomma.”

[...]

LA GENTE HA SEMPRE MENO FIDUCIA NEI MEDIA E NELLA POLITICA, CHE SEMBRANO PIÙ CONCENTRATI SU CLICKBAITING E PROPAGANDA CHE SU CORRETTA INFORMAZIONE E TUTELA DEGLI INTERESSI DEGLI ELETTORI. COSA NE PENSA? DA DOVE NASCE QUESTA SITUAZIONE? QUALI GLI SCENARI A MEDIO E LUNGO TERMINE? ESISTE UN MODELLO DI BUSINESS CREDIBILE PER IL GIORNALISMO?

Qualità. Secondo me questa è la risposta alla domanda e a tutte le domande insite nell’interrogativo principale. L’informazione è da sempre un bisogno primario di ogni consesso sociale umano. Se produciamo informazione di qualità, oggettiva, basata su fatti e dati, separandola nettamente da interpretazioni e commenti, i lettori apprezzano. E tornano. Non a caso questa impostazione è realizzabile in una agenzia di stampa, piuttosto che da parte di un gruppo editoriale tradizionale. La fortuna di avere un editore puro e indipendente è anche questo. Quando crei informazione oggettiva, utile, capace di aiutare le persone a crearsi una propria opinione, anche il business funziona e la parte imprenditoriale dell’iniziativa ne beneficia.

Leggi l'intervista completa su Virtual14.com

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