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Pensioni: Federmanager, intervenire su fisco e fare chiarezza su numeri Inps

11 marzo 2016 | 16.48
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Stefano Cuzzilla

"Con un buco nel bilancio pubblico di 130 miliardi di euro ogni anno dovuto all’evasione fiscale, altri 60 miliardi annui persi in sprechi e inefficienze, e 8,5 milioni di pensionati che percepiscono prestazioni pensionistiche totalmente o parzialmente a carico della fiscalità generale per una spesa complessiva di oltre 43 miliardi di euro l’anno, la priorità è intervenire su fisco e fare chiarezza sui numeri dell’Inps".

Questo il punto di vista di Federmanager che, nell’ambito del convegno organizzato sul tema 'Pensioni: cantiere aperto per recuperare equità', ha approvato oggi una mozione specifica sulla previdenza con l’obiettivo di assicurare "un futuro pensionistico sereno per i giovani e un presente tutelato per i pensionati".

"Non servono altre riforme di sistema -ha dichiarato Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager- il perenne cantiere aperto sulle pensioni nuoce a tutti. Abbiamo bisogno di una vera riforma fiscale che riduca drasticamente la piaga sociale dell’evasione, di certezza sulle regole che impattano sulla vita e sulle aspettative delle persone a prescindere dall’età anagrafica, e di una seria politica industriale per favorire occupazione e crescita".

Il sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta, spiegando la proposta di legge n. 857 di cui è firmatario, ha chiarito: "Non si tratta di modificare la Legge Fornero che garantisce la sostenibilità dei conti pubblici. E' necessario, invece, consentire una flessibilità in uscita per favorire il ricambio generazionale e al tempo stesso garantire ai pensionati una tranquillità di vita". "Siamo favorevoli -ha aggiunto Cuzzilla- ad aggiustamenti che nel segno della flessibilità offrono una risposta a esigenze reali, ma saremo fermi nel contrastare qualsiasi penalizzazione sui soli noti. Come cittadini contribuenti rifiutiamo di essere considerati una casta e sottolineiamo che la solidarietà sociale, di cui siamo i primi sostenitori, deve essere realizzata attraverso la fiscalità generale".

Secondo Giampaolo Galli, della commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, "per la categoria dei manager non si può parlare di pensioni d’oro, ma di pensioni guadagnate da persone che hanno lavorato una vita e hanno versato tasse e contributi sulla base di leggi della Repubblica italiana".

"Al di là della retorica -ha spiegato- siamo di fronte a un meccanismo di invidia sociale che è connesso con la profonda crisi economica che abbiamo vissuto ma che resta profondamente sbagliato e che dobbiamo sapere gestire con intelligenza politica".

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