cerca CERCA
Mercoledì 27 Ottobre 2021
Aggiornato: 10:47
Temi caldi

Feltri-Casellati, scontro su taglio vitalizio a Del Turco

13 dicembre 2020 | 09.34
LETTURA: 3 minuti

alternate text
(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

"Le accuse che mi ha rivolto venerdì nel corso della trasmissione 'Stasera Italia', rispetto al taglio del vitalizio del senatore Ottaviano Del Turco, le ritengo intollerabili nei toni e prive di fondamento nei contenuti". E' quanto scrive la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, al direttore di 'Libero', Vittorio Feltri - che pubblica la lettera in prima pagina - ritenendo che "è inconcepibile che un direttore esperto come lei abbia commentato in maniera offensiva e perentoria una situazione, senza aver fatto prima tutte le opportune verifiche".

Spiega la presidente Casellati: "Se lo avesse fatto, avrebbe appurato che il caso Del Turco è stato messo all'ordine del giorno e preso in esame dal Consiglio di Presidenza, composto da 17 senatori di tutti i gruppi parlamentari, in base ai documenti pervenuti dal Ministero della Giustizia. Da quella documentazione risulta che il senatore è stato condannato a 3 anni e 11 mesi per induzione indebita con sentenza divenuta irrevocabile il 10 ottobre 2018. In assenza di una segnalazione del suo stato di salute, a me ignoto e non evidenziato da nessuno dei componenti del Consiglio, l'applicazione della delibera Grasso, che impone la perdita del vitalizio senza alcuna possibilità di deroga, è stata un atto dovuto".

In quella stessa seduta del Consiglio di Presidenza, informa ancora la presidente del Senato, "ho assunto l'iniziativa per sanare un caso di decurtazione di un vitalizio che presentava forti elementi di iniquità. È evidente che, coerentemente a quanto ho già fatto senza dare alcun risalto mediatico, mi impegnerò personalmente anche per tutelare le ragioni del senatore Del Turco".

"E' vero: in televisione, ospite di Barbara Palombelli venerdì sera, mi sono lasciato andare a proposito del trattamento subito da Del Turco, al quale il Senato ha levato inopinatamente la pensione - replica Vittorio Feltri - Nessuno ha considerato che l'ex uomo politico socialista, già governatore dell'Abruzzo, ha una salute che definire cagionevole suona come una presa in giro: praticamente egli è in fin di vita".

"Quando ho saputo che, nonostante ciò, l'assegno gli è stato tolto mi sono indignato. Di più: ho sofferto, tanto più conoscendo la rettitudine di Del Turco, un signore che cominciò a quattordici anni a lavorare, dedicandosi poi con spirito di sacrificio alle istituzioni. Allorché ho appreso che da Palazzo Madama è partito l'ordine di tagliargli i viveri ho fatto un salto sulla sedia e ho imprecato. Le ingiustizie mi intossicano l'anima, davanti ad esse mi ribello, reagisco. Poiché lei è al vertice del Senato ed è la seconda carica dello Stato, mi sono chiesto per quale motivo abbia firmato senza muovere ciglio un provvedimento tanto iniquo. E l'ho detto in trasmissione".

Prosegue Feltri: "So benissimo che la legge cui si deve la mortificazione di Ottaviano Del Turco non è stata voluta da lei, bensì dai soliti grillini, e pertanto sono costoro che vanno rimproverati. Tuttavia, ho constatato che lei ha posto la sua autorevole firma in calce all'ordinanza e questo mi ha ferito. Mi domando se non fosse il caso di astenersi dall'avallare una simile porcheria. Ora però, davanti alla sua promessa di darsi da fare per tornare allo statu quo ante, mi commuovo e ringrazio". Dopo aver citato i casi di Mannino e di Bassolino, Feltri conclude: "Non è prudente credere a tutte le decisioni della magistratura, interroghi Berlusconi in proposito... Comunque, l'incidente spero sia chiuso".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza