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Femmincidi: Vicari, partire dalla scuola per educare a lotta alla violenza

28 marzo 2014 | 14.05
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"Partiamo dalle scuole per educare alla lotta alla violenza, rivolta sia al potenziale carnefice che alla potenziale vittima in quanto l’uno deve comprendere l’importanza del rispetto della dignità umana e l’altra l’importanza di denunciare eventuali casi di violenza. Un’educazione scolastica mirata anche a quei soggetti che si sentono legittimati a compiere certi atti di violenza perché contemplati nella propria cultura". Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, senatrice Simona Vicari, nel corso del suo intervento al convegno di studi sui reati culturalmente orientati organizzato dalla Consulta Femminile della Camera Penale di Palermo

"La violenza sulle donne - ha continuato il sottosegretario - ha ricadute fisiche, psicologiche, sociali e lavorative per la vittima, ma soprattutto costa 17 miliardi di euro all'anno. Da qualche tempo le istituzioni pubbliche, in modo particolare nell’ultimo anno, si sono poste il problema di approntare interventi di maggiore efficacia, capaci sia di scoraggiare i reati di questo tipo sia di assistere in maniera accurata le parti offese. Una felice intuizione e poi realizzazione è stato il codice rosa nato a Grosseto come risposta di natura terapeutica da parte dello Stato ai casi di violenza sulle fasce deboli. Tale modello si è diffuso capillarmente in svariate strutture sanitarie sparse per l’Italia dal Nord al Sud, e rappresenta la best practice a livello nazionale. Per questo motivo già durante la XVI legislatura e poi durante la XVII ho presentato il disegno di legge “Delega al Governo in materia di interventi a favore di donne ed altri soggetti vittime di violenza o abuso".

"Oggi la task force per il piano nazionale antiviolenza della Presidenza del Consiglio si articola in sette tavoli di lavoro uno dei quali dedicato al Codice Rosa modello Grosseto. L’obiettivo è quello di attivare interventi interistituzionali condivisi che forniscano risposte integrate per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza sulle fasce deboli, per migliorare l’assistenza e la tutela delle vittime di violenza, per favorire l’emersione del fenomeno e promuovere con ulteriori interventi la sensibilizzazione e l’informazione, con riguardo anche al miglioramento della formazione degli operatori di settore. Tocca, quindi, allo Stato sostenere il percorso di conquista o riconquista della dignità personale, ma allo stesso tempo agire attraverso interventi di carattere preventivo e terapeutico”, conclude il sottosegretario Vicari.

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