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Fendi, eleganza all'italiana

24 febbraio 2021 | 16.26
LETTURA: 3 minuti

Un racconto di famiglia per la prima collezione ready to wear donna (tutta in toni neutri) firmata Kim Jones, che omaggia le cinque sorelle e la visione di Karl Lagerfeld

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Un omaggio alla famiglia Fendi ma anche a chi, negli anni, ha contribuito a renderla grande nel mondo: Karl Lagerfeld, il kaiser della moda che per oltre 50 anni ha tenuto le redini creative della maison romana. Le radici sono importanti e Kim Jones lo sa bene. Per la prima collezione ready to wear per la donna, lo stilista è partito dal patrimonio estetico della griffe della doppia F per tratteggiare un nuovo capitolo della maison, celebrandone i codici stilistici e le donne che ne custodiscono l'eredità.

Per farlo ha scavato nel guardaroba delle cinque sorelle Fendi, rendendo la pelliccia protagonista assoluta della passerella: lunga, avvolgente, oversize, traforata, scandisce il ritmo sulle note di Cold Cave, alternata al cappotto a maniche scampanato, in visone lavato e camoscio accoppiato, fino ai gessati dei loro abiti da ufficio, alle camicie di seta e a una giacca-camicia ispirata all'uniforme quotidiana indossata da Silvia Venturini Fendi, rivisitata in shearling con interni in visone. "La famiglia Fendi è composta da donne di intelletto che lavorano sodo - ha spiegato Jones - ed è quello che volevo celebrare. E' una dinastia potente".

Elegante e raffinata, la donna Fendi veste cappotti in doppio cashmere e cammello che si allungano fino ai piedi diventando ora sciarpe di tricot ora sciarpe con frange di lana, pratiche e very cool. "Sono le donne straordinarie e forti che conosco e con cui lavoro, e delle quali ascolto le esigenze - ha rimarcato ancora Jones -. C'è praticità nella collezione ed è esplorata in un modo chic e senza tempo". Da Karl Lagerfeld, Jones ha preso in prestito monogramma Karligraphy, o la scarpa Fendi First il cui tacco architettonico si è evoluto da uno schizzo d'archivio. Tutti pezzi rielaborati e messi insieme per inaugurare la nuova era targata Jones, dove non manca l'impronta dello stilista, come neggli slipdress di seta o nei ricami in organza su maglie jacquard.

A scandire il ritmo della collezione la straordinaria artigianalità degli atelier Fendi: come nella giacca a lisca di pesce in visone - leggerissima come una piuma - o negli inserti in pelle con ricamo ajour e nei monogrammi Karligraphy tagliati al laser in pelle scamosciata. E ancora la cucitura Selleria in rilievo applicata a trench in gabardine o i cappotti in doppio cashmere e negli accessori in pelle sono un omaggio alla meticolosa eccezionalità della griffe romana.

"Il divertimento non è solo questione di colori vivaci" afferma Jones, parlando della collezione tinteggiata quasi interamente in una palette neutrale, che va dal beige, al nude, al rosa cipria. Immancabili gli accessori pensati da Silvia Venturini Fendi. A partire dalla nuova it-bag Fendi First, che rende omaggio all'irriverenza stravagante del marchio in una miriade di varianti: da quella capiente alle micro pouch formato gioiello in shearling o pelle.

Per questa collezione il progetto Fendi hand in hand - che coinvolge artigiani di ciascuna delle 20 regioni italiane per reinventare l'iconica borsa Baguette - traduce l'eccellenza artigianale campana in una serie di oggetti d'arte in edizione limitata con gli stessi intarsi in legno trovati nei monasteri benedettini del VI secolo e trasformati in una baguette strutturata con un motivo floreale barocco.

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