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Droghe sul darkweb, arresti: c'è anche la sorella di Ornella Muti

27 ottobre 2021 | 07.11
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Operazione dei Nas, 39 misure di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari

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C’è anche Claudia Rivelli, 71 anni, attrice e sorella dell’attrice Ornella Muti fra i 39 arrestati nell’ambito dell’operazione condotta dai carabinieri del Nas sotto il coordinamento del procuratore aggiunto di Roma Giovanni Conzo in relazione al traffico di droghe sintetiche acquistate dall’estero sul web o sul darkweb. Per lei e altri dieci sono stati disposti gli arresti domiciliari mentre per altre 28 persone la detenzione in carcere.

La donna era stata già arrestata lo scorso 15 settembre dopo che nella sua abitazione in via della Camilluccia, a Roma, gli agenti della Polaria di Fiumicino avevano trovato e sequestrato tre flaconi contenenti complessivamente un litro di sostanza Gbl, conosciuta come la “droga dello stupro”. L’attrice, durante l’udienza per direttissima si era difesa dicendo di aver spedito la sostanza al figlio a Londra “perché lui la usa per pulire la macchina, io invece lo uso per pulire l’argenteria". Rivelli è accusata di importazione e cessione di sostanze stupefacenti perché “illecitamente dall’Olanda, con cadenze trimestrali, importava vari flaconi di Gbl provvedendo a inviarne parte al figlio residente a Londra dopo averne sostituito confezione ed etichetta riportante indicazione ‘shampoo’ in modo da trarre in inganno la dogana” come si legge nel capo di imputazione.

Fentanyl, ma anche droga dello stupro e sostanze psicoattive acquistati sul darkweb hanno fatto scattare quest'oggi l'operazione dei Nas. Dalle prime ore di questa mattina, i militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, a seguito di articolate e complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica della Capitale, hanno infatti dato esecuzione in varie località del territorio nazionale, con la collaborazione dei reparti dell’Arma locale, dei nuclei cinofili, nonché con il supporto dei nuclei elicotteri, dei Ris e di Europol, all’ordinanza di applicazione delle 39 misure di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma nei confronti di altrettante persone ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, dei delitti di autoriciclaggio, importazione e traffico aggravati di fentanyl, droga dello stupro, catinoni sintetici e altri principi farmacologici appartenenti alla categoria delle “Nuove sostanze psicoattive”, acquistati sul deep e sul darkweb. Nell’operazione, che ha visto impiegati oltre 200 militari, sono state effettuate anche numerose perquisizioni.

"Quello che a prima vista apparirebbe come un traffico ‘di nicchia’, devoluto solo ad alcuni ‘amanti’ del settore, si è rivelato essere molto più esteso ed alimentato da pressanti richieste dei consumatori". E’ quanto si legge nell’ordinanza che ha portato agli arresti.

“Le indagini hanno svelato il modus operandi adottato per l’importazione dall’estero delle pericolose droghe. Più specificatamente – scrive il gip Roberto Saulino - una prima modalità prevede l’ordinazione on line, il pagamento e la ricezione di spedizioni direttamente dai fornitori esteri”. “Le attività tecniche condotte sulle utenze in uso ai principali protagonisti del gruppo della famiglia romana hanno consentito di far luce anche su un modus operandi alternativo, anche se certamente più classico. In seguito ai sequestri operati tra ottobre e novembre 2019 si coglievano dalle intercettazioni e dal rinvio al diffuso utilizzo di chat criptate, i riferimenti organizzativi a viaggi all’estero, verso la Germania e la Spagna, effettuati per provvedere al trasporto degli stupefacenti, che venivano quindi importati in Italia utilizzando anche la pericolosa tecnica degli ovulatori”.

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