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Ferragamo: obiettivo crescere il doppio del mercato. Famiglia resta azionista

03 febbraio 2017 | 19.07
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Eraldo Poletto - AD Salvatore Ferragamo

Pochi numeri, ma una strategia chiara, basata su quattro driver fondamentali. Ma soprattutto una famiglia che resta stakeholder di riferimento e che non è intenzionata a vendere, perché "il cuore non si vende". L'investor day di Salvatore Ferragamo, il primo dell'era targata Eraldo Poletto, che ha preso il timone del gruppo ad agosto dopo l'uscita di Michele Norsa, indica i target: innanzitutto crescere il doppio del mercato, in un arco di piano di medio termine; crescere in termini di gross margin di 200 punti base; aumentare la cassa che potrà a sua volta accelerare la crescita. 

Le direttrici saranno potenziare la forza del brand; favorire innovazione e creatività del prodotto; rafforzare la customer experience; sviluppare specifiche competenze retail. Questo significa puntare in primo luogo sul prodotto. "Vogliamo tornare a essere i primi nelle calzature. Ci stiamo investendo" ha detto Poletto. Ricordando i quattro ambiti di produzione della maison, ovvero calzature, tessile, e ready to wear uomo e donna, l'ad ha evidenziato come all'interno del ranking mondiale, Ferragamo occupa oggi la seconda posizione nelle calzature.

Il target è recuperare il gap e tornare ad essere al top della classifica. Poletto ha anche evidenziato l'importanza del "travel retail", che è "place to be".  "La strategia è molto chiara per ogni categoria di prodotto. Vogliamo rafforzare la leadership nel nostro core business. Rinnovare le icone senza tempo dotandole di un twist contemporaneo" ha sottolineato l'amministratore delegato. Nell'arco di piano, inoltre, verranno inaugurati "15-20 negozi all'anno tra nuove aperture, rinnovi e relocation". La maison punta molto anche sull'online, anche come fattore di visibilità. Le spese di marketing potranno essere aumentate, in relazione a una crescita dei ricavi, dal 5 al 6,5%. Ma oltre all'online Ferragamo punta anche sulla qualità dei canali di vendita tradizionali e in particolare sul retail.

Per il direttore finanziario Ernesto Greco, "fino al 2000 Salvatore Ferragamo era soprattutto un wholesaler e vendeva principalmente nei department store. Abbiamo aperto molti negozi ma per diventare bravi retailer serve tempo. Francamente credo che Ferragamo sia a metà del suo percorso. Il focus oggi è andare nella direzione di diventare un eccellente retailer".  Ma su tutto una conferma: a vendere "non ci pensiamo. Non ci interessa. Non ci fanno neanche la proposta perché il cuore non si vende". Il presidente di Salvatore Ferragamo, Ferruccio, ha smentito cosi ogni rumors su ipotesi di cessione della maison fiorentina.

La famiglia resta l'azionista di riferimento con la previsione di nuovi ingressi nella società tra i membri della famiglia della nuova generazione dei nipoti (l'ultima è la quarta generazione Ferragamo e conta 40 pronipoti). Ad oggi, dei 23 nipoti, tre sono entrati in azienda, James, Angelica e Diego. La famiglia è "unita, nessuno sgomita per entrare. Abbiamo giovani fantastici. Sono davvero dei ragazzi d'oro" ha confidato Ferruccio Ferragamo.

Intanto la maison sta completando la squadra di designer: che al momento è composta da Paul Andrew per le scarpe, Fulvio Rigoni per l'abbigliamento donna, Guillame Meilland per l'abbigliamento uomo. "Abbiamo una soluzione per il designer delle borse, ci stiamo lavorando" ha assicurato Poletto. "Ora abbiamo una squadra importante che stiamo completando".

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