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Ferrero: imprese sociali del gruppo valgono il 10% della forza lavoro

13 ottobre 2015 | 07.00
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Il progetto 'Imprese sociali Ferrero' vale il 10% della forza lavoro del gruppo e presto l'intero progetto verrà dedicato a Michele Ferrero, patron scomparso lo scorso febbraio. Ad annunciarlo è stato il presidente di Ferrero, l'ambasciatore Francesco Paolo Fulci, nel corso di una tavola rotonda dedicata alle imprese sociali del gruppo, 'Sviluppo sostenibile ed imprese sociali Ferrero', tenutasi oggi a Expo. "È un riconoscimento postumo a chi le imprese sociali le ha fortemente volute e realizzate: oggi rappresentano il 10% dell'intera nostra forza lavoro", spiega Fulci.

Nel 2014 le Imprese sociali Ferrero si sono avvalse della collaborazione di 3.539 persone, pari al 10,34% del totale del gruppo; di questi, 232 in Camerun, 386 in Sudafrica e 2.921 in India. Come spiega l'ambasciatore Fulci, le Imprese sociali "nascono da una idea di Michele Ferrero" che aveva "la preoccupazione di portare lavoro nelle zone più povere dell'Asia e dell'Africa". Alla base c'era (e c'è ancora) la volontà di "portare lavoro" nei Paesi emergenti e di sostenere lo sviluppo dei territori.

Le Imprese sociali Ferrero sono "vere e proprie imprese che devono generare profitti", sottolinea Fulci, ma, da un lato, sono moltiplicatori di occupazione, dall'altro, permettono di realizzare "opere come asili, infermerie e scuole" visti "come un costo stesso di produzione: questo fa sì - spiega Fulci - che anche in assenza di profitti l'Impresa sociale Ferrero realizza i progetti". Il fondo dal quale si attinge per raggiungere gli obiettivi, infatti, è calcolato sulla base dei costi di produzione ed è utilizzato su base triennale.

Della Vedova, Esempio per tutte le imprese italiane che operano all'estero

Oggi le Imprese sociali sono presenti in India, Sudafrica e in Camerun. Gli stabilimenti Ferrero contribuiscono a creare lavoro e sostenere l'economia locale. Il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, le definisce "un esempio per tutte le imprese italiane che operano all'estero: è fattore chiave del successo di un'azienda e di un Paese", dice durante il suo intervento, dal quale passa anche "la reputazione del Paese".

Il viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, vede le Imprese sociali come "una visione illuminatissima" avuta dal patron Michele Ferrero e aggiunge che, a suo avviso, la stessa visione la "devono avere tutte le imprese italiane, se vogliono rimanere nelle catene globali del valore e mantenere l'unicità del prodotto di qualità italiano". Questo perché, sottolinea, alcune materie prime - come ad esempio il cacao - non sono prodotte in Italia: "Ferrero è andata lì- sottolinea - dove quel prodotto nasce per costruire quello diventa un presidio su tutta la filiera".

Questo è anche un esempio di buona partnership tra pubblico e privato, come evidenzia Della Vedova. Il rapporto tra le Imprese sociali Ferrero e le istituzioni pubbliche dei Paesi nei quali operano rappresentano insomma una buona pratica e sono un modo per promuovere modelli di sviluppo sostenibili nei Paesi emergenti. Che siano però compatibili con la tutela dell'ambiente e della popolazione di quel territorio.

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