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Festa papà: Api, gusto bignè tradizionale rovinato da miscele già pronte

18 marzo 2014 | 18.36
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Roma, 18 mar. (Labitalia) - "Per la festa del papà, sono sempre di meno i bignè tradizionali: a farla da padrone sono ormai le miscele già pronte usate nei laboratori artigianali". Lo dice a Labitalia Basilio Minichiello, presidente dell'Associazione italiana panettieri panificatori pasticcieri e artigiani (Api). "In vetrina -ammette- sembrano molto simili ai dolci ottenuti con i prodotti tradizionali, ma a livello olfattivo e gustativo la differenza c'è e si sente".

"Per prima cosa - fa notare Minichiello - non si sente il profumo della crema del bignè e mangiandolo si avverte un sapore diverso, non cattivo, ma diverso dall'impasto tradizionale". "Ovviamente -sottolinea il presidente Api- queste sensazioni vengono, in un certo senso, mitigate dai pasticceri furbi che riescono a miscelare, insieme ai mix già pronti, fragranze e aromi artificiali. In questo modo, si ottengono dei bignè dal sapore falsamente originale".

"Come è avvenuto, a Natale, con i panettoni e i torroni, quindi - rimarca Basilio Minichiello - la bontà artigianale dei bignè è minata dalla mancanza di qualità di quelli ottenuti con l'utilizzo di mix industriali che però vengono privilegiati dai consumatori perchè costano di meno. Ci vorrebbe una revisione del settore che metta dei paletti all'industria per dare spazio alla professionalità artigiana".

"In attesa però di una legge ad hoc - continua - non ci resta che scegliere con accuratezza i prodotti veramente artigianali, non solo in occasione della festa del papà; anche perchè i mix per dolci comprendono una vasta gamma di miscele semilavorate per una grandissima varietà di produzioni dolciarie, dalla pasticceria tradizionale come pasta sfoglia, pan di spagna, biscotteria, pasta frolla, plumcake, muffin, alle paste lievitate come brioche, croissant, bomboloni e veneziane, fino alle linee di preparati per creme pasticcere e i prodotti multiuso per l'alta pasticceria". "Una tradizione - sottolinea il presidente dell'Associazione italiana panettieri panificatori pasticcieri e artigiani - che il made in Italy ha purtroppo preso dal Nord Europa, in particolare dall'Olanda dove non è semplice avere a disposizione la materia prima che, invece, nel nostro Paese non manca di certo".

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