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Festival Nazionale dell’Economia Civile, le proposte per Next Generation Eu

01 aprile 2021 | 15.14
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Un lavoro sviluppatosi per diversi mesi che ha portato rappresentanti di organizzazioni, aziende, istituzioni a confrontarsi e lavorare insieme attorno a tre Tavoli tematici per offrire proposte concrete e praticabili sui temi: equità sociale, di genere e territoriale; rivoluzione verde e transizione ecologica; istruzione, formazione, ricerca e cultura. Il Tavolo di lavoro riguardante Equità sociale, di genere e territoriale, ha proposto il “budget di salute allargato” per un welfare generativo e olistico. Si tratta di uno strumento di definizione quantitativa e qualitativa delle risorse economiche, professionali e umane necessarie per innescare un processo volto a restituire centralità alla persona, attraverso un progetto individuale e personalizzato che muove verso un welfare originato da una partnership pubblico/privato integrata e non assistenziale né incentrato sulla mera logica del mercato. Tale proposta mira ad una riqualificazione della spesa pubblica in chiave generativa, liberando le energie delle persone più vulnerabili sia per loro stessi sia per la loro comunità.

Il Tavolo che ha affrontato la tematica della Rivoluzione verde e transizione ecologica, invece, ha prodotto più di una proposta. La prima è il “biochar”, ovvero l’utilizzo innovativo e sostenibile del carbone vegetale derivante dalla pirolisi della frazione umida e della manutenzione del verde dei rifiuti urbani per migliorare sia la sopravvivenza degli alberi piantumati in città. Il fine ultimo è quello di abbattere la quota di particolato nell’aria e aprire un mercato ed utilizzo innovativo per elevare la eco-efficienza in ambito della bioedilizia e nel settore dell’edilizia.

Con gli “hub territoriali di imprese e digitalizzazione per lo sviluppo dei territori rurali e montani”, invece, si punterà a ripopolare, attraverso l’occasione del Next Generation EU, le comunità rurali e montane. L’abbandono, il più delle volte, è causato dalla mancanza di servizi essenziali e di infrastrutture fisiche e digitali. Il tutto porta alla perdita di eccellenze culturali, gastronomiche, artistiche, artigianali e agricole, ma contrastabile attraverso un modello di sviluppo che superi il digital divide, combini gli investimenti pubblici in infrastrutture con un progetto sociale di sviluppo del territorio e applichi i principi mutualistici dell’Economia Civile.

Il terzo progetto riguarda le “comunità energetiche” (CE) quali risposte concrete e realistiche per il contrasto al cambiamento climatico e per lo sviluppo della figura del prosumer, attraverso una completa tracciabilità della filiera di produzione dell’energia consumata, garantita dalla tecnologia blockchain. In particolare, si ambisce alla realizzazione e all’installazione di capacità produttiva diffusa attraverso impianti di diverse taglie e potenza, attorno ai quali “costruire” una CE fatta di persone ed imprese che insieme concorrano alla produzione, al consumo di energia pulita e quindi alla diffusione di una nuova cultura energetica rispettosa del nostro ambiente.

Infine la proposta su “efficienza energetica, riqualificazione degli edifici, rigenerazione urbana e housing sociale” punta all’approvazione di una norma che individui lo strumento urbanistico attuativo, che stabilisca le necessarie agevolazioni fiscali e le modalità di attuazione degli interventi, che normi le tempistiche e le priorità entro le quali i Comuni, insieme ai cittadini, agli operatori economici e del terzo settore devono provvedere alla individuazione degli ambiti da rigenerare, all'approvazione dei nuovi Piani urbanistici attuativi, alla modalità di acquisizione degli immobili e delle aree da ri-naturalizzare, e alle modalità di attuazione degli interventi con il coinvolgimento degli operatori del settore.

Importanti spunti di riflessione anche dal Tavolo su Lavoro, istruzione, formazione, ricerca e cultura. Qui la proposta riguarda un “piano di riforme per costruire un ecosistema educativo circolare di comunità”, che miri a considerare centrali e generativi la scuola ed il mondo dell’istruzione, creando così una comunità educante circolare. Obiettivo della stessa sarà costruire un ecosistema educativo permanente, ristrutturare legami e coesione e assumersi la responsabilità della cura comune.

Il lavoro realizzato dai Tavoli, con la condivisione di idee e esperienze di soggetti diversi, ha dimostrato che il Festival può e deve essere momento di sintesi fra esperienze diverse e convergenti e diventare anche un laboratorio di co-progettazione per proporre, dal basso, idee per ri-generare il sistema Paese da un punto di vista economico, sociale e ambientale, ispirandosi ai principi innovativi dell’Economia Civile e rimanendo, al contempo, inseriti nelle dinamiche evolutive del contesto nazionale e internazionale. Sulla base di questo duplice indirizzo, il lavoro dei Tavoli è stato strutturato seguendo due elementi di assoluta novità e attualità: la Carta di Firenze 2020 e il Programma Next Generation EU.

Iniziati nelle sessioni pomeridiane della seconda edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile svoltosi a Firenze dal 25 al 27 settembre 2020 – nato da un’idea di Federcasse (l’Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen) che lo promuove insieme a Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt (Nuova Economia Per Tutti) e SEC (Scuola di Economia Civile) e con il contributo di Fondosviluppo – i Tavoli di lavoro hanno discusso ed elaborato proposte nel corso dei mesi mettendo a fattor comune non solo idee, ma anche esperienze e competenze per rispondere alle sfide del Next Generation EU e per presentare al Paese un modello di sviluppo più giusto e inclusivo.

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