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Fi, è scontro su Brunetta. Vito: "Rivotiamo i capigruppo", lui replica: "Non è previsto"

02 dicembre 2015 | 19.12
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Elio Vito e Renato Brunetta

Non si placano gli animi in casa Forza Italia a Montecitorio. Il giorno dopo il tentativo di raccolta firme per sfiduciare Renato Brunetta (poi stoppato da Silvio Berlusconi), resta alta la tensione interna, anche dopo la riunione del gruppo azzurro alla Camera di questo pomeriggio, che ha visto il confronto tra Brunetta e Elio Vito, uno dei promotori del cambio di rotta.

Davanti agli oltre 40 deputati azzurri presenti, l'ex ministro, avrebbe fatto un resoconto dettagliato dei suoi due anni e mezzo di gestione del gruppo di Forza Italia a Montecitorio, invitando a chiedere i documenti alla sua segreteria per avere chiarimenti sulle spese e la gestione del gruppo e sui costi de 'Il Mattinale'. Raccontano che Brunetta abbia precisato che l'house organ azzurro costi l'8% dell'intero bilancio del gruppo senza aggiungere altri numeri.

"Si deve votare su tutto, a cominciare dal rinnovo del capigruppo". E' l'affondo di Vito, che prende la parola subito dopo l'ex ministro. L'ex presidente della commissione Difesa della Camera propone di decidere subito la chiusura o meno de 'Il Mattinale', e di fissare la data di una prossima assemblea dove mettere ai voti il nuovo capogruppo. Bisogna votare su tutto, Renato se vuoi puoi ricandidarti, poi saranno i colleghi a decidere, avrebbe detto in sostanza Vito rivolto a Brunetta. E ancora: ci vuole una gestione diversa, collegiale e democratica, lo dico con spirito costruttivo, per il bene del partito.

Parole che ai più sarebbero suonate come una verifica interna, ponendo lo stesso interrogativo: "Chi c'è dietro la mossa di Elio, lo zampino del Cav?". Di certo, raccontano che Berlusconi sia ormai stanco delle beghe interne, tanto che non è rientrato a Roma e dovrebbe restare ad Arcore per tutta la settimana. Quasi un modo per prendere le distanze. Molti azzurri sono convinti che Vito abbia le spalle coperte, perché da tempo l'ex premier vorrebbe rinnovare i vertici forzisti con la prova del voto.

Ma la proposta di Vito è irricevibile per Brunetta: "Astrattamente posso essere anche d'accordo su questa idea di votare i capigruppo alla Camera, ma non è previsto dal nostro statuto", replica a caldo il presidente dei deputati di Fi, parlando a Montecitorio. "I capigruppo sono sempre stati acclamati tutti su proposta di Berlusconi: questa è la regola. Non mi sembra che ci sia mai stata una verifica di metà mandato anzi, taluni bravissimi capigruppo di Fi sono rimasti in carica anche per due legislature".

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