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Fiano: "Unità Pd possibile. Milano esempio che insieme si può scrivere il futuro"

20 febbraio 2017 | 15.59
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L'assemblea nazionale del Pd ha fornito un terreno di "confronto ottimo e profondo" che potrebbe aprire la strada a "un percorso di unità" che, dunque, "è ancora possibile". Emanuele Fiano, esponente della segreteria nazionale con l’incarico alla Sicurezza e alle Riforme Istituzionali, torna alla giornata di ieri caratterizzata da "critiche, legittime, a quello che è stato fatto e a quello che dobbiamo fare". E "ci sono state risposte alle critiche"; c'è stato "qualcuno che difende ciò che è stato fatto, riconoscendone i limiti, e qualcuno che critica alcuni elementi dell'esperienza del governo Renzi", dice Fiano intervistato dall'Adnkronos.

"Questa è la casa della sinistra moderna e riformista che ha delle differenze all'interno, ed è giusto che ammetta i limiti delle azioni che si sono intraprese, ma è un luogo dove tutto può essere dibattuto". Quanto andato in scena ieri "è stato una specie di piccolo congresso 'in sedicesima' dove ci si è confrontati sulle cose, sulle idee, sui profili e sulle scelte e sulle priorità". Da parte di Renzi, oltretutto, "non sono stati usati toni accesi, ha parlato di una casa comune e ha detto 'Venite, non andatevene'". E "i toni usati da Michele Emiliano nel suo intervento sono stati molto più concilianti rispetto a quelli usati nei giorni scorsi", addirittura con delle "retromarce a tratti incredibili, come quando ha detto che 'nessuno può chiedere a Renzi di non candidarsi', anche se c'era parso che provenisse proprio da quella parte l'invito a non ricandidarsi". Da parte sua, dunque, una sorta di domanda di "dialogo".

Tuttavia, avverte Fiano, "la risposta è nei fatti: si farà il congresso, che ha chiesto lo stesso Emiliano per primo". Oltretutto, "con raccolte di firme e promesse di carte bollate". Dunque "non vedo perché questo percorso non si debba compiere nei termini in cui domani la direzione individuerà". Non c'è "nessuna preclusione, né nessuna espulsione, né nessuna recinzione che contenga i dissidenti. Nessuna chiusura al dibattito", assicura Fiano. E dunque la parola passa ora alle persone che hanno annunciato che possono intraprendere la strada della scissione. Anche perché "se il problema è, come ha illustrato Epifani, nei limiti sull'azione del lavoro, sull'azione della scuola e nella proposta di riforma costituzionale, di fronte a un frastagliamento del mondo che vive questi problemi, come il mondo del lavoro e della scuola, non si vede come la nostra divisione possa offrire una soluzione", sottolinea l'sponente dem.

"Non so se esista davvero un 'modello Milano', ma certo è che Milano offre, per il secondo quinquennio, la possibilità di vedere come una città-guida, capofila dell'economia del nostro Paese, abbia una classe dirigente del partito e una classe dirigente diffusa che hanno la capacità di guardare a un progetto comune, di tenere insieme i propri valori e principi, di puntare sull'innovazione e, soprattutto, di scrivere il futuro". A Milano, afferma Fiano, "c'è un Pd giovane, ma con una profonda identità". E "una figura, come quella di Giuliano Pisapia, che sostiene da fuori il Pd e ritiene che la scissione non sarebbe certo una buona notizia".

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