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Fiom a Cgil, su rappresentanza consultazione sia democratica

21 febbraio 2014 | 15.28
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Roma, 21 feb. - (Labitalia) - La consultazione per l'accordo sulla rappresentanza firmata da Cgil,Cisl,Uil e Confindustria dovra' essere "democratica, vera e certificata" non un plebiscito per i segretari. Cosi' Maurizio Landini, leader della Fiom, dettaglia la proposta che sara' formalizzata nel corso del Comitato centrale del sindacato di domani e che sara' portata al direttivo della confederazione convocato per il 26 febbraio prossimo.

E avverte la Cgil :"Non si vota sul segretario ma su un accordo perche' se qualcuno lo vuole trasformare in un plebiscito fa' una cosa sbagliata e inutile per i lavoratori", dice guardando al prossimo congresso Cgil di maggio. Paletti precisi dunque sul referendum che dopo un duro braccio di ferro con la Fiom la Cgil ha deciso di tenere al termine di un giro di assemblee nei luoghi di lavoro.

"Dovranno essere coinvolti tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti ma solo nelle aziende aderenti a Confindustria in cui svolgere assemblee nelle quali sia le ragioni del no che quelle del si, siano rappresentate con la stessa dignità", spiega chiedendo contestualmente "una certificazione dell'esito del voto". Questo perche' ''il timore della Fiom e' che finiscano con il votare anche categorie non coinvolte dall'accordo. Anzi, "addirittura i pensionati", denuncia ancora Landini.

Sul cosa faranno le tute blu nel caso 'il direttivo della Cgil non accolga la proposta della Fiom non e' però dato di sapere. "Lo decideremo collegialmente domani in Comitato centrale", dice Landini riconoscendo pero' che la scelta della Cgil di "tornare sui suoi passi" e svolgere un referendum e' da considerarsi "un passo avanti".

"Mi fa piacere che ci sia stato un cambio di idea che ha riconosciuto che quello in campo sia un accordo e non un semplice regolamento attuativo. Lo dico perche' le consultazioni si svolgono su accordi non su altro", prosegue assicurando comunque che se il voto rispettera' le regole democratiche indicate dalla Fiom il sindacato "e' pronto a rimettersi all'esito del voto". Ma nella Cgil, rileva ancora, "c'e' una deriva autoritaria di gestione che e' preoccupante ed una logica che non c'e mai stata: quella di scegliersi con chi discutere e su cosa".

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