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Lavoro: fiori e piante, giovani penalizzati da abusivi e mancanza leggi

20 ottobre 2014 | 14.40
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Mati (Florovivaisti Confagricoltura): "Un mercato che non conosce crisi".

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"Altro che fiore all'occhiello del Belpaese: abusivismo, importazione sommersa, mancanza di leggi e tutele colpiscono duramente il settore florovivaistico, tagliando le opportunità occupazionali per i giovani italiani". Così Francesco Mati, presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura, con Labitalia fa il punto del settore. "Sicuramente nel nostro Paese -ammette- funziona di più la vendita della pianta fiorita che del fiore. Questo perché i fiori sono maggiormente legati a una ricorrenza ben precisa, mentre le piante fiorite vengono comunque regalate in ogni momento dell'anno".

"In generale, stiamo parlando di un mercato -spiega Mati- che non conosce crisi e che, quindi, potrebbe offrire un valido supporto per i giovani in cerca di lavoro; pensiamo solo ai 'floral designer' sempre più ricercati nell'organizzazione di eventi".

"Tuttavia, questo concetto -sottolinea- vale solo in teoria, nella pratica è tutto diverso. Sempre più spesso i fiori vengono acquistati, a poco prezzo, su furgoncini per strada senza chiedersi da dove provengano".

Francesco Mati ricorda, infatti, come "dietro a un mazzo di rose venduto per pochi euro si nascondano sfruttamento e mancato rispetto delle regole sul lavoro, perché -fa notare- vengono prodotti all'estero, in Paesi dove il lavoratore non ha diritti".

"Oltre a questo però -aggiunge- il mercato subisce anche il fenomeno dell'improvvisazione e, quindi, dell'abusivismo regolarizzato. Non sono poche, infatti, le persone che affidano la cura del proprio giardino e dei propri fiori a giardinieri improvvisati con alle spalle un licenziamento o una cassa integrazione. Tuttavia, quella del giardiniere è una professione che necessita di una preparazione".

"E' facile arrecare danno a un giardino o a un balcone fiorito -insiste Mati- se viene fatta una potatura nel momento sbagliato o utilizzando attrezzature sbagliate. Il giardiniere ha una sua professionalità, che però non viene sempre riconosciuta perché si pensa che, magari, pagare poco una persona per fare lavori di giardinaggio sia produttivo. Invece, spesso e volentieri, vedo giardinieri che vengono chiamati urgentemente per cercare di risanare dei danni, abbastanza seri, causati da persone improvvisate".

"Ai giovani interessati a questo mestiere - sottolinea il presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura- suggerisco di confidare nel prossimo riconoscimento della figura del giardiniere che prevede anche una filiera delle professionalità richieste per realizzare una determinata opera verde. L'obiettivo è creare una sinergia tra figure professionali capaci di portare ciascuno la propria esperienza per creare opere durature e sane".

"Particolare importanza -osserva- assume la formazione professionale dell'operatore florovivaista, sia a livello della formazione di base che della formazione continua. Il ministero, le Regioni e le Province autonome dovrebbero dotarsi di finanziamenti finalizzati al trasferimento più efficiente delle conoscenze dalla ricerca agli operatori, ricercando quindi un legame più diretto tra centri di ricerca e mondo del lavoro".

"Per ora la situazione -osserva- non è delle migliori. Si continuano a importare rose 'sotto ghiaccio' a prezzi stracciati, dimenticando i colori e i profumi dei fiori italiani: dalle alstroemerie, ai lilium, senza dimenticare i ranuncoli".

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